A TORTORICI (MESSINA) TORNANO GLI ATTENTATI ALLE IMPRESE IMPEGNATE IN LAVORI PUBBLICI: Incendiato escavatore, quarto attentato dall'inizio dell'anno

8 marzo 2012 Cronaca di Messina

Tortorici – Con il quarto incendio doloso del 2012 ai danni di altrettanti mezzi edili di imprese impegnate in lavori pubblici, torna alto l’allarme per una possibile recrudescenza del fenomeno del racket delle estorsioni sui Nebrodi. Nella notte fra lunedì e martedì (anche se la notizia è stata resa nota solo ieri dagli organi investigativi) ignoti hanno infatti incendiato un escavatore di proprietà dell’impresa dei fratelli Sebastiano e Gino Russo, con sede legale a Tortorici, posizionato in contrada Cartolari del centro oricense, dove ancora è accatastata la copiosa neve caduta sino a qualche settimana fa. L’impresa dei fratelli Russo si occupa di movimento terra e attualmente sta eseguendo i lavori di sgombero della neve che, nella parte alta di contrada Cartolari, ostruisce il transito in una strada che conduce ad un traliccio di proprietà dell’Enel. L’impresa sta svolgendo l’intervento per conto della compagnia Terna e deve ripristinare la viabilità appunto verso il traliccio che, a Cartolari, è crollato a causa dell’imperversare del maltempo. Quanto accaduto è stato scoperto dagli operai dell’impresa alla riapertura del cantiere. Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia del posto fisso di Tortorici, guidati dall’ispettore superiore Vincenzo Saporito e del commissariato di Capo d’Orlando, coordinati dal dirigente Giuliano Bruno. I poliziotti hanno effettuato i rilievi di rito ed accertato la matrice dolosa del rogo che ha completamente distrutto il mezzo dell’impresa per un danno quantificato in circa trentamila euro. Tra l’altro lo sportello dell’escavatore presentava dei segni di effrazione mentre uno dei due fratelli Russo ha riferito alla polizia di essere certo, la sera precedente all’attentato, aveva chiuso il mezzo temendo un possibile furto di gasolio. Inoltre, circa un mese addietro, ignoti avevano cercato di incendiare, vanamente, il fuoristrada di proprietà di uno dei fratelli Russo. La pista principale seguita dagli inquirenti è quella di un possibile segnale che le nuove leve della criminalità organizzata abbiano potuto lanciare agli imprenditori. Infatti quanto avvenuto a Cartolari è, anche se indirettamente, collegabile all’incendio di tre mezzi dell’impresa “Mangano”, avvenuto a Rocca di Caprileone nello scorso mese di gennaio con le modalità, analoghe a quelle di Tortorici e tipiche della malavita. Per questo le forze dell’ordine seguono con attenzione quanto sta avvenendo visto che, alla luce delle operazioni antimafia “Mare Nostrum”, “Romanza”, “Icaro”, “Nebrodi” e, soprattutto, la recente “Rinascita”, con condanne pesanti molte delle quali passate in giudicato, i vecchi capi e gli affiliati del passato sono quasi tutti rinchiusi in carcere e, al loro posto, potrebbero essersi affacciati nuovi volti incensurati o sconosciuti negli archivi di polizia. Giuseppe Lazzaro – GDS