UNIVERSITA' DI MESSINA: Scienze politiche, il consiglio vara la sanatoria. L'Associazione Morgana: «Gestione approssimativa, bisogna individuare le responsabilità»

8 marzo 2012 Cronaca di Messina

Università 1

Non vogliono chiamarla “sanatoria”, ma nei fatti si tratta di questo. Perché ciò che è stato deciso ieri dal Consiglio di facoltà di Scienze Politiche è esattamente “un atto con cui l’autorità competente rende legittime situazioni che altrimenti sarebbero dichiarate non conformi alla legge per vizi di sostanza o di forma”. È l’epilogo, almeno per il momento, dell’ennesima vicenda paradossale che riguarda la facoltà di Scienze politiche, già balzata agli onori delle cronache lo scorso ottobre, quando si scoprì che 36 laureati rischiavano di vedere invalidate i propri diplomi a causa di una difformità tra il manifesto degli studi e l’offerta formativa. Alla fine tutto si risolse con una sanatoria (tanto per cambiare) del Ministero e i laureati tirarono un sospiro di sollievo. Adesso il problema si è ripresentato, anche se non esattamente nella stessa forma. Nel senso che questa volta ad essere interessati erano gli studenti in corso. Ma di fatto si tratta sempre di una difformità tra offerta formativa e manifesto degli studi. In sintesi alcune materie comparivano come fondamentali nel manifesto degli studi ma non lo erano nell’offerta formativa comunicata e viceversa per altri insegnamenti. Un caos che ha seriamente rischiato di far saltare tutto per aria, visto che molti studenti si sarebbero trovati a dover ridare materie o darne in più rispetto al piano di studi. Per questo motivo ieri pomeriggio, in fretta e furia al culmine di una settimana di tensioni, si è dovuto riunire il Consiglio di facoltà, presieduto dal preside vicario Francesco Astone, dopo che il preside Andrea Romano era stato preso di mira da diversi docenti (era l’unico ad avere la password per accedere a rad e offerta) che ne hanno chiesto le dimissioni. L’errore avrebbe, infatti, avvantaggiato alcune cattedre, come quella di Storia delle Istituzioni, che hanno goduto di un numero di ricercatori più alto, rispetto a quelle di altri atenei italiani. E il Consiglio di Scienze Politiche ha preso l’unica decisione possibile: è stata, infatti, «autorizzata la Direzione servizi didattici dell’Ateneo a modificare eventuali errori materiali rilevati nella formulazione dell’offerta formativa stessa e a provvedere ad allineare le carriere individuali degli studenti al manifesto degli studi vigente. È stato inoltre deciso di mettere in atto, in sinergia con la direzione servizi didattici, tutte le misure idonee ad evitare che altri errori materiali possano verificarsi in futuro». Il consigilo di Facoltà, al termine di una seduta dai toni accesi, ha votato per quanto riguarda i docenti (presenti 57 su 68) e il personale amministrativo (2) all’unanimità, mentre dagli studenti sono arrivate le maggiori critiche (7 voti a favore, 2 astenuti, 1 contrario). Bisognerà capire adesso cosa comporta realmente la sanatoria. Sono salve le carriere di tutti gli studenti? Dall’Università dispensano ottimismo, ma qualcuno sussurra di problemi per quanto riguarda le doppie-lauree. Vedremo. Immediate le repliche, a cominciare dall’Associazione universitaria Morgana. «La soluzione individuata dal Consiglio di facoltà di Scienze Politiche – sottolinea l’associazione studentesca – prevede l’adeguamento dell’offerta formativa al Rad ministeriale. Le discrepanze verranno superate tenendo conto, comunque, del voto conseguito dagli studenti nelle materie penalizzate dall’adeguamento, al fine del computo della media». La proposta ha ricevuto un solo voto contrario del rappresentante studentesco Giuseppe Di Giorgio: «È l’ennesima volta che il Consiglio di facoltà si trova a fronteggiare errori e gravi mancanze nella gestione della problematiche dei piani di studio e la soluzione configurata non appare formalmente ineccepibile. Si è avvertita pertanto l’esigenza di esprimere un voto di protesta alla perpetrata approssimazione con la quale è stata affrontata la questione sino ad oggi». Interviene anche il senatore accademico Federica Mulè: «Sono mesi che nelle sedi competenti sono state inviate svariate sollecitazioni per risolvere alla radice le questioni trascinate sino ad oggi, sollecitazioni che non hanno ricevuto alcuna risposta, se non quella di uno scontato e tardivo adeguamento al Rad ministeriale». Inoltre, il presidente dell’Associazione universitaria Morgana, Smeralda Mangano, ricorda come «ancora non siano state chiarite finalità, responsabilità ed eventuali beneficiati e penalizzati dalle irregolarità. Di certo tra i penalizzati ci sono gli studenti. Ci auguriamo – concludono i tre rappresentanti dell’associazione Morgana, Di Giorgio, Mulè e Mangano – che con la riapertura della discussione sull’offerta formativa 2012/2013 si valuti l’opportunità di migliorare i termini della stessa, così da renderla maggiormente affine a quelle degli altri Atenei d’Italia. Auspicando inoltre dei doverosi chiarimenti sulle responsabilità di tutte queste anomale vicende che, oltre a danneggiare materialmente gli studenti direttamente coinvolti, hanno comportato e comporteranno l’ennesimo danno di immagine all’Ateneo e ai suoi studenti». Nota a margine. Non ci sarà quel “commissariamento” della facoltà (in realtà non contemplato dalla normativa) annunciato, in caso di mancata soluzione del problema, dal rettore Tomasello in un’intervista telefonica. Lo abbiamo scritto e lo ribadiamo, senza alcun timore di smentita. MAURO CUCE’ – GDS