MESSINA, LE TRASFERTE ESTIVE DEL COMMISSARIO RUGGERI: Ato3, Ruggeri si difende. Il Pd: si dimetta. Il commissario liquidatore: «L'auto di servizio usata per motivi istituzionali». Insorge l'opposizione

9 marzo 2012 Cronaca di Messina

L’Ato3 diventa di nuovo un caso, anche politico. E lo diventa, conseguentemente, anche il suo commissario liquidatore, Antonio Ruggeri, più volte finito nel mirino di sindacati e di diversi consiglieri comunali, sia per il suo ruolo di numero uno dell’Ato che per quello di capo di gabinetto di Palazzo Zanca e uomo di assoluta fiducia del sindaco Buzzanca. Quasi inevitabile che lo stesso accadesse alla luce di quanto emerso ieri: un’inchiesta aperta dalla Procura per una serie di viaggi effettuati nel mese di agosto dello scorso anno con l’auto di servizio dell’Ato3 lungo il tragitto Messina-Falcone, luogo di residenza estiva di Ruggeri, accompagnato di volta in volta da sorveglianti della società d’ambito. Gli inquirenti – le indagini le sta svolgendo la polizia giudiziaria, che ha già ascoltato alcune persone informate dei fatti e acquisito atti nella sede dell’Ato e al Comune – stanno cercando di verificare i motivi di quei viaggi in una località che non rientra nell’ambito territoriale di competenza dell’Ato3, concentrandosi anche sulla frequenza (quasi uno ogni due giorni, anche più volte nell’arco della stessa giornata) e sul periodo, agosto, mese per eccellenza delle villeggiature “fuori porta”, in cui essi sono avvenuti. Ieri lo stesso Ruggeri ha voluto dire la sua, affermando in primis di apprendere solo dalla stampa «che gli organi inquirenti svolgono indagini circa il corretto uso di un’autovettura “Fiat Bravo” dell’Ato3». Il commissario liquidatore della società, di cui è stato anche amministratore delegato, «al solo fine di intercettare le ovvie strumentalizzazioni», attraverso una nota ha chiarito alcuni punti. Intanto che «l’uso dell’auto di servizio è avvenuto per motivi istituzionali», motivi che Ruggeri non ha ritenuto, almeno in questa sede, specificare. Inoltre «dopo il mio insediamento – afferma – ho provveduto a vendere un’auto di rappresentanza “Alfa Romeo” precedentemente acquistata e nella disponibilità dei presidenti ed amministratori delegati che mi hanno preceduto. Conseguentemente – aggiunte Ruggeri – ho disposto che l’autista, in comando, rientrasse nell’organico del Comune di Messina». Ultima precisazione: «Ho svolto e svolgo la funzione di commissario liquidatore della società a titolo gratuito e, quindi, senza percepire alcun compenso». Ruggeri ha comunque voluto aggiungere che «per comprovare i fatti riferiti è mio intendimento chiedere all’Autorità giudiziaria di essere sentito con la massima sollecitudine». Ma intanto c’è chi non ha perso tempo, chiedendo le immediate «dimissioni del liquidatore dell’Ato3». Ad invocare il passo indietro dell’attuale capo di gabinetto del Comune è stato il Pd, con il segretario cittadino Giuseppe Grioli ed il coordinatore dei gruppi consiliari Felice Calabrò. «Per altre ragioni – affermano – abbiamo espresso l’assoluta inopportunità della permanenza di tale incarico in capo a Ruggeri, in particolare per il suo ruolo di capo di gabinetto del sindaco e per la pluralità di altri incarichi che ancora oggi rimangono in capo allo stesso Ruggeri. Oggi le dimissioni da liquidatore le chiediamo per la vicenda dell’utilizzo dell’auto di servizio per trasferte fuori Comune che appaiono palesemente estranee alle funzioni svolte dall’amministratore della società. A meno che il liquidatore dell’Ato3 non sia in grado di fornire spiegazioni plausibili, le dimissioni sono un atto dovuto. Il sindaco – concludono Grioli e Calabrò – sarà chiamato ad intervenire qualora il liquidatore non dovesse sentire l’esigenza di dimettersi». Sebastiano Caspanello – GDS