MESSINA: L'estorsione alla casa di riposo. Chiesto il processo per Sparacio e Restivo

9 marzo 2012 Cronaca di Messina

Per la vicenda definita come l’estorsione alla casa d riposo per anziani il sostituto della Dda Giuseppe Verzera ha chiesto il rinvio a giudizio del 36enne Salvatore Sparacio, nipote del boss Luigi Sparacio, e del 41enne Paolo Restivo, accusati di aver esercitato minacce e intimidazioni ai danni di uno dei soci di una coop che gestisce una casa di cura per anziani, sul viale della Libertà. I due, che sono difesi dagli avvocati Antonello Scordo e Tino Celi, vennero arrestati nel luglio scorso dopo un’indagine della Squadra Mobile, provvedimento di custodia cautelare che fu siglato dal gip Massimiliano Micali su richiesta dei sostituti Stefano Ammendola e Giuseppe Verzera. I due avrebbero sottoposto a minacce e intimidazioni il socio della coop (un assistente sanitario) col preciso obiettivo di estrometterlo definitivamente dalla gestione della struttura per poi sostituirlo con la moglie di uno dei due arrestati. Accordo che era stato già sottoscritto dalla vittima, la quale per paura si era già impegnata a cedere tutte le sue quote e a dimettersi dalle cariche sociali (era presidente dell’organismo). Sullo sfondo un contributo di 120.000 euro per un mutuo fondo perduto in arrivo dalla Regione. Sulla vicenda di recente la prima sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio l’ultima decisione del Riesame peloritano sulla vicenda, accogliendo il ricorso degli avvocati Celi e Scordo.(n.a.)