UNIVERSITA' DI MESSINA: Riforma dello Statuto, ecco i rilievi del Miur. Nei prossimi giorni i dettagli, ma il rettore Tomasello esprime già soddisfazione

9 marzo 2012 Cronaca di Messina

Il ministero dell’Istruzione ha inviato all’Università di Messina i rilievi in merito alla revisione dello Statuto d’Ateneo, prevista nell’ambito della riforma Gelmini. Le direttive, che oggi verranno trasmesse a Senato accademico e Consiglio d’amministrazione, sono state accolte con particolare entusiasmo dal rettore Franco Tomasello, che le ha commentate ieri davanti ai componenti dei gruppi di lavoro che stanno predisponendo l’istruttoria degli adempimenti per rendere esecutivo l’assetto in fase di definizione. La revisione dello Statuto prodotta dall’ateneo peloritano è stata inserita dal Miur nella fascia più alta tra quelle confezionate delle università italiane. «Non ho ancora analizzato a fondo la documentazione ricevuta, ho dato solo una sbriciata in aereo – ha commentato il rettore –. La valutazione generale ci fa però capire che è stato fatto un buon lavoro». Certamente migliore anche di realtà accademiche vicine alla città dello Stretto, il cui lavoro è stato in buona parte bocciato. L’impressione è che le segnalazioni siano di carattere più formale che sostanziale. Sotto la lente, in particolare, la composizione del Consiglio d’amministrazione, che nel nuovo quadro normativo dovrà essere il vero organo decisionale. Dovranno essere attuate alcune modifiche ma l’interpretazione della legge sarebbe emersa come autentica. La commissione costituita ad hoc per redigere lo Statuto ha assegnato al Senato accademico la rappresentatività delle istanze pubbliche, ad esempio attraverso l’articolata procedura di nomina dei componenti del Cda (quindi non eletti) e alla formulazione di pareri obbligatori su determinate materie. I rilievi del Ministero non spaventano dunque i vertici dell’Università, che anzi annunciano l’ultimazione del lavoro in tempi brevi. «Dobbiamo andare in approvazione prima possibile – ha aggiunto Tomasello –. Se dovessimo terminare il procedimento entro la fine del mese avremo rispettato la promessa fatta il mese scorso». Adesso gli appunti del Miur verranno analizzati, quindi il testo dello Statuto verrà modificato dall’apposita Commissione in vista della nuova approvazione del Senato accademico (con annesso parere del Consiglio). Il benestare del Ministero precederà poi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che equivarrà all’assunzione dell’efficacia. Intanto, secondo le direttive di Tomasello, dovrà andare avanti il percorso avviato dai gruppi di lavoro costituiti a febbraio. La riunione interna di ieri è stato ancora interlocutoria, la maggioranza delle squadre hanno in realtà appena iniziato a valutare i compiti assegnati e si sono incontrati due, tre volte al massimo. Il rettore ha invitato i componenti designati ad accelerare perché il loro lavoro servirà come base di discussione per le formule attuative delle modifiche previste. Se infatti per lo Statuto è stato ribadito che il dibattito può dirsi ormai chiuso, la discussione sui regolamenti è senza dubbio aperta: «È giusto che ognuno esponga la propria opinione – ha spiegato Tomasello –. Pubblicheremo pian piano il lavoro sul Internet per renderlo consultabile». Ma è chiaro che anche quel poco fin qui prodotto dovrà essere modellato sulla base dei rilievi del Miur, che difatti verranno trasmessi anche ai responsabili dei vari segmenti di studio. Tutte strategie per mantenere elevata la competitività dell’ateneo peloritano. Con la diminuzione dei fondi la “sfida” tra università diviene sempre più spietata e ci vorranno sempre maggiore organizzazione e idee per non perdere qualità. «Serve coesione – ha continuato il rettore –. Quando c’è stata abbiamo fatto buone cose. Messina ce la farà anche stavolta, ma deve scommettersi». Tomasello traccia la ricetta: puntare su ricerca, innovazione, e internazionalizzazione. L’obiettivo è aprire al Sud America, soprattutto all’Argentina per ragioni linguistiche. E ancora al nord-Africa con Tunisia, Marocco ed Egitto, paesi molto interessati al settore medico. E infine alla Cina, giudicata la forza universitaria più attrezzata del pianeta. Verrà inoltre lanciato il nuovo portare web ufficiale dell’ateneo. L’ultima battuta Tomasello la riserva alla fine del mandato: «Terminerà con la stessa scadenza prevista per tutti gli altri rettori italiani, come indicato dalla legge Gelmini». Questo il promemoria. La scadenza naturale dell’incarico, prevista per il 31 ottobre 2011, è stata rinviata di un anno proprio per effetto della 240/2011. Poi ulteriormente prorogata (fino al 2013) con la modifica nello Statuto della tradizionale data di inizio dell’anno accademico, anticipata da novembre ad ottobre con il conseguente slittamento di un anno dell’adozione dello Statuto stesso e quindi della proroga del mandato. Emanuele Rigano – GDS

Il punto chiave: addio alle facoltà.
Il passaggio chiave della revisione dello Statuto previsto dalla riforma universitaria è il sostanziale “addio” alle vecchie facoltà, in favore dei dipartimenti. Nel dettaglio, secondo quanto previsto ad oggi, a Messina saranno 21, ma il passaggio dalla vecchia alla nuova formula sarà graduale. Sulla proroga del proprio mandato, il rettore Tomasello ieri ha dichiarato: «Terminerà con la stessa scadenza prevista per tutti gli altri rettori italiani, come indicato dalla legge Gelmini». In questo caso, dunque, nel 2013.