BARCELLONA P. G.: Ingerenze mafiose nel Comune. Tra due settimane la verità. Sotto la lente i rapporti con la famiglia Cattafi

10 marzo 2012 Cronaca di Messina

Slitta ancora di 15 giorni la presentazione della relazione conclusiva che dovrà essere redatta dalla Commissione interforze di accesso sugli accertamenti effettuati al fine di verificare possibili condizionamenti della criminalità organizzata nell’attività amministrativa del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto. Ieri, il prefetto di Messina Francesco Alecci ha fatto notificare a tutti gli amministratori comunali di Palazzo Longano il decreto con il quale si dispone una proroga dell’attività di accesso agli atti amministrativi fino al prossimo 26 marzo. La naturale scadenza dell’attività ispettiva affidata alla Commissione interforze, presieduta dal viceprefetto Antonino Contarino, era stata fissata per il prossimo 10 marzo. La gran mole di lavoro intrapreso dai commissari, lo stesso Contarino, il dirigente del Commissariato di polizia di Barcellona Mario Ceraolo e il tenente colonnello Danilo Nastasi, comandante della sezione operativa della Dia di Messina, non ha consentito infatti di ultimare la relazione conclusiva entro il termine dei 90 giorni dall’accesso a Palazzo Longano. Termine ultimo che doveva scadere lunedì e che invece ieri è stato prorogato al prossimo 26 marzo. I 15 giorni serviranno ai commissari per ultimare la corposa relazione ispettiva che ha affrontato tutti gli aspetti della vita amministrativa su cui si ipotizza la possibile ingerenza della criminalità organizzata, dal Prg, alla gestione del personale comunale, fino alle autorizzazioni che potrebbero essere state rilasciate ad imprese gestite o controllate da presunti appartenenti alle organizzazioni criminali. L’accesso agli atti amministrativi del comune di Barcellona è stato disposto con decreto prefettizio del 9 dicembre. A chiedere la proroga di altri 15 giorni è stata la stessa Commissione, che lo scorso 7 marzo ha inoltrato istanza di proroga per «completare – come riportato nel decreto di proroga – gli accertamenti necessari a seguito dell’emersione di spunti per ulteriori approfondimenti, riscontrare le conseguenziali acquisizioni documentali, procedere alla ricognizione del lavoro complessivamente svolto». Il prefetto Alecci, condividendo la motivazione edotta dalla Commissione di accesso, ha individuato il prossimo 26 marzo quale data entro la quale dovrà essere depositata la relazione finale dei commissari. L’accesso agli atti amministrativi del Comune di Barcellona era stato autorizzato dal neo ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri con decreto firmato lo scorso 24 novembre. Per la seconda volta in 5 anni, dopo il precedente accesso compiuto nel 2006, un’ispezione prefettizia ha esaminato le vicende che legano le attività private riconducibili all’avv. Rosario Pio Cattafi con il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto. In particolare, le motivazioni che hanno spinto il ministero dell’Interno ad inviare l’ispezione a Palazzo Longano sono le procedure che hanno portato all’inserimento dei terreni riconducibili alla famiglia Cattafi, nello strumento urbanistico della città e successivamente all’approvazione della maxi lottizzazione per la creazione di un Parco commerciale. L’ultimo accesso agli atti amministrativi di Palazzo Longano per verificare possibili ingerenze della criminalità organizzata nella gestione della pubblica amministrazione era avvenuto con decreto del ministro dell’Interno dell’epoca di Beppe Pisanu, firmato il 21 aprile del 2006, che si concluse con un nulla di fatto nonostante la stessa Commissione aveva chiesto espressamente lo scioglimento degli organi amministrativi comunali.(l.o.)