BARCELLONA P. G.: La Cassazione dice no al sequestro dei beni del latitante Filippo Barresi

10 marzo 2012 Cronaca di Messina

I giudici della prima sezione della Corte di cassazione hanno annullato, con rinvio degli atti al Tribunale del riesame di Messina, il sequestro preventivo dei beni risultanti nella disponibilità del boss Filippo Barresi, 56 anni, temibile componente della famiglia mafiosa riconducibile al gruppo dei Barcellonesi, latitante dall’alba del 24 giugno dello scorso anno, quando scattò l’operazione “Gotha”, coordinata dalla Dda di Messina. A chiedere l’annullamento del provvedimento di sequestro, effettuato congiuntamente alla retata che ha decapitato il vertice mafioso di Barcellona Pozzo di Gotto, è stato il difensore, l’avv. Giuseppe Lo Presti. I beni indicati nella disponibilità del boss Filippo Barresi sarebbero stati intestati – secondo le conclusioni a cui sono giunti gli investigatori della Dda – ai congiunti e in particolare alla moglie, da cui Barresi si era separato il 20 giugno 2001. Lungo l’elenco dei beni finiti sotto chiave dagli’inquirenti, a giudizio dei quali il boss attivamente ricercato ha utilizzato i congiunti per interposizione nell’intestazione fittizia di immobili, aziende e società, oltre ad auto e moto, che in realtà sarebbero riconducibili unicamente al latitante. Adesso il Tdr di Messina dovrà pronunciarsi nuovamente sulla richiesta di dissequestro e ciò secondo le linee guida che la prima sezione della Cassazione ha stabilito nel provvedimento di annullamento. I sigilli erano stati apposti all’azienda agricola vivaistica “Lo Monaco Nunziata”, con sede in via Milite Ignoto, al 25 per cento di azioni detenute da Maria Barresi nella società “Saloon sas” di via Regina Margherita n. 98; alla villa di via Milite Ignoto n. 71/2; a 9 terreni, in prevalenza agrumeti, ubicati a Barcellona e in parte a Castroreale; a sette tra auto e moto; e infine a conti correnti e titoli accesi presso istituti bancari e poste italiane. Sul mantenimento del sequestro preventivo di tutti i beni dovrà decidere ora il Tribunale di Messina a cui la Cassazione ha rimesso gli atti del procedimento Gotha le cui indagini si sono concluse poco più di 48 ore fa. (l.o.)