TRA I DOCENTI SOTTO ACCUSA IL PROF. ALESSANDRO MORELLI DI MESSINA: Falsi esami universitari a Catanzaro, chiesto il processo per 97 indagati. Coinvolti docenti, funzionari e un "esercito" di studenti di Giurisprudenza. L'Ateneo ha già revocato decine di lauree sospette

Due professori, quattro funzionari dell’Università e un “esercito” di 91 studenti. Tutti coinvolti nello scandalo dei falsi esami alla facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo Magna Græcia, adesso rischiano il processo con le accuse – a vario titolo – di corruzione e falso, passando per la distruzione di atti pubblici e concludendo, nel caso dei quattro funzionari, con l’associazione per delinquere. I sostituti procuratori Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, che ormai da anni coordinano la delicata inchiesta, hanno chiuso il cerchio chiedendo al gup ben 97 rinvii a giudizio. Nei prossimi giorni sarà fissata l’udienza preliminare e ne sarà data comunicazione agli indagati. Secondo l’accusa, per anni a Giurisprudenza sarebbe stato messo in atto un sistema truffaldino capace di fare risultare come superati esami universitari mai effettivamente sostenuti dagli studenti. Lo scandalo è scoppiato nel 2007, dopo la denuncia formalizzata dal rettore quando un docente si accorse della partecipazione a una sessione di laurea di una studentessa che era certo non avesse mai superato l’esame della sua materia. I Carabinieri avrebbero quindi scoperto centinaia di casi legati quasi tutti da una matrice comune: l’apposizione di false firme sulle veline (dei verbali non ci sarebbe traccia) avrebbe consentito la registrazione di esami mai sostenuti. In alcuni casi, l’accusa sostiene che si sia verificato anche il pagamento di somme di denaro per il superamento degli esami, con tanto di tariffario per il “pacchetto completo”. Al centro del raggiro ci sarebbe Francesco Marcello, addetto alla segreteria di Giurisprudenza in passato già finito in manette. A carico di Marcello, così come per gli altri funzionari Nicola Paino, Giuseppe Albi e Rossana Magliocco, pesa l’accusa di associazione per delinquere. I docenti sott’accusa, la cui posizione sarebbe comunque marginale rispetto a quella dei funzionari, sono Andrea Porciello, di Catanzaro, e Alessandro Morelli, di Messina, sospettati di aver formato falsi verbali d’esame (il primo in 18 casi, il secondo in una sola circostanza). L’inchiesta ha anche implicazioni sulle carriere professionali di decine d’indagati, specialmente di chi – forte di lauree ottenute grazie ad esami ritenuti falsi – si è abilitato all’esercizio della professione forense o di quanto hanno sostenuto e superato concorsi pubblici. Tutte le lauree sospette sono state sequestrate dai Carabinieri e revocate dall’Ateneo, che ha deciso d’intervenire in autotutela ancora prima della chiusura dell’indagine penale. Nel corso delle indagini preliminari la Procura catanzarese ha anche chiesto e ottenuto dal gip la sospensione cautelare di alcuni avvocati già abilitati all’esercizio della professione. Tra questi – piccola curiosità – ce n’era uno impegnato nel processo a Perugia per l’uccisione di Meredith Kercher; si vocifera che l’abbia notato casualmente in tv il pm Curcio, che sarebbe sobbalzato dalla sedia. Adesso la “palla” passa al giudice delle udienze preliminari. GIUSEPPE LO RE – GDS

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