MESSINA: Inchiesta "Il Detective", assolti Corio e Galizia. Dovevano rispondere di appropriazione indebita

11 marzo 2012 Cronaca di Messina

Il giudice monocratico ha assolto, con la formula «perché il fatto non sussiste», Daniela Corio, 47 anni, ed Emanuele Corrado Galizia, 59 anni, imputati nell’inchiesta sull’ex istituto di vigilanza e investigazione “Il Detective”. Dovevano rispondere di appropriazione indebita, sulla base delle denunce presentate dal presidente del Consiglio d’amministrazione de “Il Detective”, Salvatore Formisano. Accolta, pertanto, la tesi del difensore di fiducia di Corio e Galizia, l’avvocato Nino Cacia, il quale è riuscito a dimostrare, attraverso vari documenti (tra cui copie di alcuni assegni), che gli addebiti nei confronti dei suoi assistiti erano del tutto infondati. Secondo l’accusa, nelle rispettive qualità di amministratore delegato pro tempore (Galizia) e di direttore generale (Corio) dell’istituto di vigilanza di via Garibaldi, si sarebbero «impossessati indebitamente 7.391,21 euro, trattenuti dallo stipendio dei dipendenti, quale quota delle cessioni del quinto del mese di settembre 2007». Importo che non sarebbe stato «corrisposto alla società Tics Finanziaria spa, con l’aggravante di aver commesso il fatto nelle summenzionate qualità». La querela fu presentata da Salvatore Formisano, presidente del Cda de “Il Detective”, il 23 luglio 2009. Il filone principale dell’inchiesta, con 19 imputati, si terrà il 30 marzo, davanti ai giudici della II sezione penale. Sono accusati, a vario titolo, di estorsione, concussione, minacce, rivelazione di segreto d’ufficio, appropriazione indebita con l’aggravante di prestazioni d’opera, truffa, turbativa d’asta, falso in bilancio e falsa testimonianza. Il troncone relativo alle cosiddette “talpe” (8 imputati per rivelazione di notizie di carattere istituzionale) sarà invece affrontato il 5 aprile, davanti ai giudici della I sezione penale.(r.d.)