MILAZZO: Inquinamento dell'aria, sollecitato il prefetto. I ricorrenti fenomeni monitorati dall'Arpa, interviene il consigliere Marano

11 marzo 2012 Cronaca di Messina

Qual è la posizione del prefetto di Messina in merito alle note pervenutegli sulla situazione ambientale del comprensorio, alla luce degli episodi verificatisi nei primi mesi del 2012 e su cui ha relazionato l’Arpa? È quanto chiede il consigliere comunale Giuseppe Marano, tra i più attivi nella lotta all’inquinamento, a nome anche delle associazioni ambientaliste, dei lavoratori e della cittadinanza. Una domanda che parte innanzitutto da alcuni dati certi a conoscenza della popolazione. Ad esempio, l’esposto presentato il 6 febbraio scorso al commissariato di polizia di Milazzo, sul persistente odore di gas che ha procurato fastidi ai residenti. Una presa di posizione arrivata a seguito di fenomeni ricorrenti, che sono stati monitorati dall’Arpa il 27, 28, 29 e 30 gennaio, così come nel 2, 3 5 e 6 febbraio. Dal monitoraggio della qualità dell’aria, i tecnici dell’Arpa avevano rilevato la presenza di sostanze riconducibili alla famiglia dei mercaptani, attribuendone l’origine a «sorgenti odorigene tipiche del ciclo produttivo della Raffineria di Milazzo». Era seguita quindi una nota, a firma del commissario dell’Arpa regionale Salvatore Cocina, nella quale, in considerazione della accertata presenza di emissioni moleste da raffinazione di idrocarburi, si evidenziava «la necessità di far seguire al monitoraggio svolto una mirata intensificazione delle attività di vigilanza e di controllo sulle misure poste in essere dalla Raffineria, al fine di rimuovere le cause che danno luogo ai fenomeni». Nel documento, veniva altresì richiamata una nota del 27 dicembre 2011, nella quale l’Arpa proponeva la costituzione di un tavolo tecnico con finalità di coordinamento delle attività di controllo, con la partecipazione di Ispra, dell’Ufficio speciale sportello unico per le aree ad elevato rischio ambientale, della Provincia e dei rappresentanti dei comuni interessati. Una serie di informative trasmesse in maniera circostanziata al prefetto Francesco Alecci, al quale adesso lo stesso Marano chiede di comunicare «quali siano stati o quali pensa possano essere i suoi interventi diretti ad arginare o eliminare il problema». Mario Basile – GDS