MESSINA, IL CASO: Premio mai consegnato, Fiera condannata. Risarcimento in solido di 3 mila euro. Ma il vincitore deve ricorrere ai pignoramenti

13 marzo 2012 Cronaca di Messina

«Con vero piacere le comunichiamo che, a seguito dell’estrazione, lei ha vinto il primo premio del “Concorso Affluenza”: un motociclo Piaggio modello Liberty 50». In calce la firma dell’allora commissario straordinario della Fiera di Messina, Giuseppe Grazia. Era il lontano autunno del 2007. Il signor Matteo Bicchieri non credeva ai suoi occhi. Per la prima volta nella vita la Dea Bendata si era ricordata di lui. Quell’anno l’Ente Fiera, per pubblicizzare la Campionaria e soprattutto per aumentare gli introiti grazie ad un maggior afflusso di visitatori, aveva lanciato un apposito concorso. Cinquantacinque premi messi a disposizione da sponsor locali e sorteggiati tra coloro che conservavano il ticket d’ingresso: e il primo era appunto un motociclo Piaggio. Il 24 settembre 2007 una missiva da parte dell’Ente Fiera annunciava a Bicchieri il colpo di fortuna. Dieci giorni dopo si teneva la cerimonia di consegna con tanto di foto ricordo, baci, abbracci, complimenti e la stretta di mano del commissario Grazia per suggellare la festa. Un unico intoppo: mancava il libretto di circolazione. Inconveniente risolvibile in pochi giorni, si affrettavano a dire dalla Fiera. Ma trascorrevano i mesi e nessuno dall’Ente di viale della Libertà si faceva sentire. Il caso veniva portato alla ribalta dalla “Gazzetta del Sud”, ma immediatamente arrivava le precisazione della Fiera, sempre a firma del commissario Giuseppe Grazia, che respingeva le accuse e negava ogni responsabilità. Di fatto, però, del libretto di circolazione e degli altri documenti di proprietà non c’era traccia. Per la serie: hai vinto il ciclomotore, ma solo sulla carta visto che non puoi guidarlo, tantomeno venderlo. E così al povero Bicchieri, difeso dall’avvocato Alessandro Ardiri, non restava che rivolgersi alla magistratura. Quattro anni dopo la sentenza. Il giudice di Pace, Fortunato Trifirò, qualche mese fa ha dato ragione al ricorrente, condannando in solido la Fiera e le due società New Virtual Planet e New Amedeo Motors. In sostanza il ciclomotore era stato venduto dalla Piaggio spa ad una concessionaria, che poi lo aveva dato in conto esposizione alla New Amedeo Motors senza che però questo comportasse passaggio di proprietà. Dunque né la New Amedeo Motors né la New Virtual Planet (sponsor della Fiera) avrebbero potuto disporre del bene, perché non legittimati da alcun titolo. Figurarsi poi la Fiera che come sottolinea il giudice «ha posto a concorso un premio senza preventivamente acquisirne la proprietà e senza curarsi che il soggetto, che doveva fornirlo, fosse l’effettivo proprietario». Per questo motivo il giudice ha accolto la domanda per equivalente (visto che il ciclomotore non potrà essere consegnato in quanto di proprietà di un’altra società) condannando Ente Fiera, New Virtual Planet e New Amedeo Motors al pagamento di 1.950 euro, quale corrispettivo del valore del mezzo, oltre alla rifusione delle spese di lite per complessivi 1.098 euro. L’Ente di viale della Libertà è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali in favore della Piaggio Spa per complessivi 572 euro. Tutto bene quel che finisce bene? Neanche per idea. Dietro l’angolo l’ennesima beffa. L’avvocato Alessandro Ardiri, legale del signor Bicchieri, ha infatti già tentato un pignoramento mobiliare, nel quale l’Ente ha dichiarato di non aver altro se non un paio di scrivanie e di sedie già pignorate, e un pignoramento presso terzi, anche questo rimasto infruttuoso. Senza dimenticare i tantissimi creditori esistenti e la crisi finanziaria in cui versa la Fiera, con la conseguenza che non sarà affatto facile soddisfare i diritti acquisiti con quella “benedetta” estrazione, che per qualche ora aveva fatto credere al malcapitato cittadino di essere il più fortunato dei “fortunati”. Perché mentre gli altri ritiravano i premi minori (un tv al plasma 42 pollici, un tv Lcd 32 pollici, un computer portatile) a lui veniva mostrato lo sgargiante scooter. Vincita concreta allora, più che virtuale oggi. MAURO CUCE’ – GDS