MESSINA: Pubblica o privata? Strada di 50 metri al centro di un progetto da 113 mila euro. Persino il sindaco ne ha chiesto la riqualificazione. Per il 4. Quartiere un interesse «sproporzionato»

13 marzo 2012 Cronaca di Messina

Il 23 gennaio scorso l’ufficio stampa del Comune dirama un comunicato, col quale viene reso noto che l’ufficio di gabinetto del sindaco ha disposto la perizia tecnica per la riqualificazione e la pedonalizzazione di via Goito, per un importo di 113 mila euro. Nei giorni scorsi sempre Palazzo Zanca comunica, come riportiamo a parte, che per la manutenzione di tutte le strade cittadine è stato affidato un appalto da 103 mila euro. La sproporzione tra i due fatti appare subito evidente. Specie se nel primo dei due casi, quello di via Goito, si tratta di una piccola strada del centro città, lunga appena una cinquantina di metri, della quale non si è sicuri, al momento, nemmeno della proprietà (se sia del Comune o di privati) e sulla quale sono intervenuti in prima persona nientemeno che il capo di gabinetto del sindaco, Antonio Ruggeri, e il primo cittadino stesso, Giuseppe Buzzanca, entrambi per sollecitare l’intervento di cui sopra. Una sproporzione, appunto, che ha generato grosse perplessità nel consiglio della quarta Circoscrizione, che ha diffidato formalmente l’Amministrazione, con un’apposita delibera, a proseguire l’iter da 113 mila euro. Via Goito, per essere più specifici, è una stradina non carrabile in cui vige il divieto di transito, tra i marciapiedi di via Cernaia e Largo Seggiola. Il 13 aprile di un anno fa l’assessore alle Manutenzioni Pippo Isgrò scriveva al dirigente al ramo di «dare incarico per la redazione di un progetto di riqualificazione e di urbanizzazione di via Goito». Il dirigente, Antonio Amato, invita dunque il geom. Mancuso ad effettuare un sopralluogo, allo scopo di predisporre un’eventuale perizia per la sistemazione della strada. Il 30 novembre interveniva addirittura il sindaco Buzzanca, chiedendo all’ing. Amato di «procedere agli adempimenti necessari alla progettazione per la riqualificazione di via Goito» e nominando anche un responsabile unico del procedimento, il perito industriale Stefano Di Mauro. Il 13 dicembre interveniva anche il capo di gabinetto Ruggeri, sollecitando Amato e Mancuso a procedere. Fino alla comunicazione del 23 gennaio sulla perizia da 113 mila euro (somma, va detto, ancora non impegnata). Una solerzia quasi sorprendente. «Inopportuna», secondo il Quartiere, che definisce «non prioritario» lo stanziamento da 113 mila euro. Basterebbe una semplice bitumazione, fermo restando che prima bisognerebbe capire di chi è quella strada. Aspetto tutt’altro che secondario e scontato. Nel settembre 2009, su richiesta proprio della quarta Circoscrizione, l’allora dirigente al Patrimonio Natale Castronovo precisava che «la natura privatistica attribuita dal corpo di polizia municipale a via Goito non può ritenersi comprovata», ritenendo «perfettamente comprensibile che la riqualificazione trovi ostacolo nella mancata soluzione della problematica inerente la titolarità della strada». L’unica risposta è nel verbale di una riunione di condominio del lontano 2 luglio 1964, quando in sintesi venne richiamato un passaggio del Piano regolatore dal quale emergeva che «la strada non può essere mantenuta che ad esclusivo uso di passaggio privato». Durante la conferenza stampa di ieri, in cui il Quartiere ha spiegato tutta la vicenda, è intervenuto Isgrò. «Per me la strada è pubblica», la prima affermazione. Ma dopo una telefonata ad uno dei tecnici di Palazzo Zanca la marcia indietro. Ancora oggi non si sa “di chi sia” via Goito. «Me ne torno con la coda tra le gambe», ammette Isgrò. Che confessa: «Su questa vicenda il mio pensiero è ininfluente». Sebastiano Caspanello – GDS