MESSINA, LA SENTENZA DOPO 11 ANNI E DIVERSE PRESCRIZIONI…: Fiera e "Compagnia del mare", condanne a 1 anno per il falso per FRANCO BARRESI, GAETANO MOBILIA E GIUSEPPE VERMIGLIO

14 marzo 2012 Cronaca di Messina

barresi

L’ex segretario dello stesso Ente Franco Barresi e l’ex presidente dell’Autorità portuale Giuseppe Vermiglio

Un solo reato che rimane in piedi, il falso, e la relativa condanna a un anno di reclusione con il beneficio della sospensione della pena e della non menzione. L’ipotesi di turbativa d’asta che viene ritenuta “assorbita” dal reato d’abuso d’ufficio e, quindi, la dichiarazione di prescrizione per l’abuso. Nessun risarcimento, nemmeno in sede civile, riconosciuto all’Ente Fiera, che pure si era costituto a suo tempo parte civile con l’avvocato Nunzio Santoro. Era sera quando i giudici della seconda sezione penale del Tribunale, presieduta da Mario Samperi, hanno chiuso processualmente in primo grado una vicenda che risale a dieci anni fa. E si trattava del processo sulla concessione della Cittadella fieristica alla “Compagnia del Mare” all’epoca fondata dall’imprenditore Gaetano Mobilia, che era imputato insieme all’ex presidente dell’Autorità portuale Giuseppe Vermiglio e all’ex segretario dello stesso Ente Franco Barresi. Dopo l’udienza preliminare erano rimasti in piedi solo i reati di turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. L’accusa nell’ottobre dello scorso anno aveva avanzato tre richieste di condanna: un anno e tre mesi per Vermiglio, un anno e un mese per Barresi, un anno per Mobilia. Aveva anche richiesto alcune dichiarazioni di prescrizione. E ad ottobre, subito dopo l’intervento dell’accusa, i difensori dei tre, gli avvocati Alberto Gullino, Daniela Agnello e Nino Favazzo, avevano argomentato a lungo sull’insussistenza delle varie ipotesi accusatorie e sulla carenza dell’impianto probatorio, e sostenuto tra l’altro che non ci fu all’epoca alcun vantaggio patrimoniale per gli indagati, mentre tutto venne deciso per il perseguimento di un interesse pubblico, quello cioé di far svolgere la Fiera Campionaria, manifestazione all’epoca messa fortemente a rischio dalla situazione in cui versava l’Ente. Ieri dopo ben dieci anni è rimasta in piedi per i giudici solo l’accusa di falso mentre il tempo ha “cancellato” tutto il resto. Il falso in atto pubblico, in concreto, secondo la Procura, fu commesso perché nel corso della riunione dell’Autorità portuale che aveva ad oggetto l’affidamento in concessione della Cittadella fieristica, non venne dato conto di un fax di un’altra impresa che voleva concorrere, la “Iniziative Immobiliari s.r.l.” di Caltanissetta, che venne quindi esclusa. La vicenda “esplose” nel dicembre del 2001, quando in Procura, dopo una serie di accertamenti, i sostituti Angelo Cavallo e Francesco De Giorgi chiesero i domiciliari per i tre, rigettati dal gip Grimaldi, che decise solo la misura interdittiva. Secondo l’accusa questa storia fu giocata all’epoca per diversi mesi sui tavoli della politica e dell’imprenditoria, ed ebbe un gran clamore in città. (n.a.)