MESSINA: L'usura dei clan di Giostra e Camaro. In cinque patteggiano la condanna

14 marzo 2012 Cronaca di Messina

Cinque patteggiamenti della pena ieri mattina davanti al gup Maria Teresa Arena per altrettanti imputati dell’operazione antimafia “Gramigna”, l’inchiesta gestita dai sostituti procuratori della Dda Angelo Cavallo e Fabrizio Monaco che con l’atto di chiusura delle indagini preliminari vide indagate ben 54 persone. Ieri mattina sono comparsi davanti al gup Massimo Burrascano (ha patteggiato 2 anni), Iliana D’Antoni (ha patteggiato 2 anni e 6 mesi), Giuseppe Burrascano (ha patteggiato 2 anni), Bartolo Mantineo (ha patteggiato 1 anno e 10 mesi) e Cristian Alessandro Burrascano (ha patteggiato 2 anni). L’accusa è stata rappresentata dal pm Stefano Ammendola, gli impurati sono stati assistiti dagli avvocati Tancredi Traclò, Domenico André, Salvatore Silvestro, Tino Celi e Francesco Traclò. Questo troncone del processo che li riguarda è in pratica la storia dei prestiti a usura “registrati” durante l’indagine tra il 2007 e il 2008, con le relative spedizioni punitive per ottenere le rate. Vittime alcuni imprenditori cittadini, che a fronte di prestiti di 10.000 e 20.000 euro dovevano restituire la somma con interessi mensili del 20 per cento. La “Gramigna” è l’imponente blitz che il 22 luglio scorso aveva portato carabinieri e polizia all’arresto di ben 45 persone per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, usura, associazione a delinquere finalizzata al maltrattamento di animali ed all’illecita organizzazione di competizioni non autorizzate tra animali. Gli indagati coinvolti sono complessivamente 54 tra capi, gregari e fiancheggiatori. Al centro gli affari dei boss emergenti messinesi, Domenico Arena «reggente» del clan del rione Giostra, Lorenzo Micalizzi che ora guiderebbe il gruppo del rione Santa Lucia sopra Contesse e Vincenzo Pergolizzi, che sarebbe al vertice del clan di Camaro. Al blitz parteciparono oltre 200 carabinieri del Reparto operativo e delle nove Compagnie del Comando nei rioni di Giostra e di Camaro. Vennero interessati anche i Comandi di Napoli, Palermo, Catania, Agrigento, Trapani, Enna. Vennero eseguite 45 ordinanze di custodia cautelare in carcere siglate dal gip Antonino Genovese. Sette dei provvedimenti restrittivi furono eseguiti dalla Squadra Mobile in quanto la polizia stava lavorando in quel periodo ad una parallela indagine per fatti d’usura e di spaccio, avviata nel 2008 grazie alla collaborazione di un artigiano vittima d’usura.(n.a.)