REGGIO CALABRIA, UNIVERSITA' MEDITERRANEA: Il prof. Costa, condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione, si ribella: «È la macchina del fango. Quel che ho fatto, oggi non costituisce più reato»

15 marzo 2012 Mondo News

Respinge tutte le accuse, indignato. «Quello per cui sono stato condannato io, adesso, con la riforma Gelmini dell’Università, non è neppure più reato. Il problema è che si è messa in moto la “fabbrica del fango”, hanno deciso di crocifiggermi». È molto provato ma sempre battagliero il prof. Enrico Costa, presidente del corso di laurea in Urbanistica all’Università Mediterranea e candidato a rettore dello stesso Ateneo nel 2006, condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione (pena sospesa e non menzione). Il docente, nella sua qualità di direttore del dipartimento di Scienze ambientali e territoriali, ha autorizzato il ricercatore Sante Foresta, imputato nello stesso procedimento, a espletare l’incarico di assistente tecnico alle strutture regionali dell’autorità di gestione del Por tra il 2004 e il 2005, procurandogli – dice la sentenza – «un ingiusto vantaggio patrimoniale derivante dal cumulo degli incarichi e dalla percezione dei relativi emolumenti». Il prof. Costa e il dott. Foresta per questo sono stati condannati dal Tribunale di Reggio il 18 gennaio 2010; la sentenza è stata poi confermata in Appello il 19 aprile dell’anno successivo. I difensori del docente si sono dunque rivolti alla Corte di Cassazione, che però ha rigettato il ricorso: la sentenza è dunque diventata definitiva. Ecco perché – come prescrive in questi casi la procedura – il rettore della Mediterranea, Massimo Giovannini, ha convocato il prof. Costa e i suoi legali per decidere il da farsi; l’incontro, però, è slittato alla prossima settimana per precedenti impegni dei difensori. «Quello di cui mi si accusa – afferma il docente – è soltanto un’imprudenza, un’autorizzazione a un giovane e valente ricercatore a poter svolgere un incarico esterno: cosa oggi peraltro possibile senza più l’autorizzazione. Sono alla Mediterranea da ben 38 anni, ho scelto di vivere a Reggio – da messinese – per dare un contributo a questa città, ho contribuito a formare almeno una cinquantina di ricercatori in Italia e all’estero, ho partecipato a decine di concorsi senza ricevere mai alcun tipo di contestazione… e ora hanno deciso di farmi pagare non so che cosa. La mia attività pluridecennale è sotto gli occhi di tutti. E vivo del mio stipendio: non ho mai preso un soldo di incarichi».(g.m.)