BARCELLONA P. G., LA CLAMOROSA INCHIESTA: Parco commerciale, 15 indagati. TUTTI I NOMI. Contestato il reato di abuso d'ufficio in concorso. Nel mirino le procedure

16 marzo 2012 Cronaca di Messina

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Ci sono almeno 15 persone tra gli indagati accusati di abuso d’ufficio in concorso, nell’inchiesta giudiziaria aperta dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto sulle procedure amministrative propedeutiche che hanno portato all’approvazione finale del contestato Piano particolareggiato con il quale si prevede il Parco commerciale di contrada Siena, la cui proprietà e la gestione sarebbe riconducibile all’avvocato Rosario Pio Cattafi, indagato di recente dalla Dda anche per il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso. Il sostituto procuratore Francesco Massara ha infatti chiesto al Gip del Tribunale di Barcellona Maria Rita Gregorio la proroga delle indagini preliminari di altri sei mesi del procedimento iscritto al n. 36 del 2012 del Registro generale delle notizie di reato nel quale figurerebbero almeno 15 persone con l’accusa di abuso d’ufficio in concorso “determinato dall’altrui inganno”. Ad aver ricevuto la notifica della richiesta di proroga delle indagini preliminari e nella quale si rileva l’ipotesi di reato di abuso in concorso determinato dall’altrui inganno, sono stati lo stesso avvocato Rosario Pio Cattafi, 60 anni, considerato il dominus della società immobiliare della famiglia Cattafi, la “Di.Be.Ca. sas” (acroinimo che sintetizza i cognomi Di Benedetto e Cattafi), la legale rappresentante pro tempore della “Di.Be.Ca.” Ferdinanda Corica, 56 anni; i soci dell’immobiliare “Di.Be.Ca. sas”, Nicoletta Di Benedetto vedova Cattafi, 90 anni, la figlia Maria Cattafi, 64 anni; il figlio dell’avv. Cattafi, Alessandro, 36 anni. E ancora a riceve l’avviso di richiesta della proroga d’indagine da cui si evincono i nominativi d elle persone iscritte nel registro degli indagati sono stati: il dirigente del VII Settore di Palazzo Longano, ing. Orazio Mazzeo, 61 anni, responsabile unico del procedimento che ha portato all’approvazione del Piano regolatore particolareggiato del Parco commerciale della “Di.Be.Ca.”, nonché presidente della Commissione edilizia urbanistica comunale; i progettisti che hanno redatto ed elaborato il Piano regolatore particolareggiato del Parco commerciale, gli architetti Mario e Santino Nastasi, rispettivamente di 50 e 51 anni, tutti residenti a Barcellona Pozzo di Gotto. Tra gli indagati anche il presidente pro tempore della Gdm Spa, Grande distribuzione meridionale, società per la quale è in atto al tribunale di Milano dove aveva trasferito la sede sociale la procedura di concordato preventivo, il dottor Piergiorgio Sacco, 69 anni, originario di Serravalle Scrivia e residente a Milano e il tecnico di fiducia della stessa società, geom. Filippo Leopatri, 52 anni di Reggio Calabria. Nel registro degli indagati vi sarebbero iscritti anche, con le stesse ipotesi di abuso d’ufficio, i cinque componenti della Commissione edilizia urbanistica comunale insediatasi il 25 ottobre del 2007 e che avrebbero ultimato l’esame del Piano regolatore particolareggiato proposto dalla “Di.Be.Ca” nella seduta del 3 giugno del 2008. Tuttavia l’ipotesi di accusa di abuso d’ufficio mossa agli indagati indica come giorno della commissione del reato la data del 16 novembre del 2009, lo stesso giorno in cui il Consiglio comunale di Palazzo Longano approvò a maggioranza, con un solo voto contrario, la delibera n. 59 con la quale si approvava il Prp del Parco commerciale della “Di.Be.Ca.”. Tuttavia allo stato degli atti notificati alle persone iscritte nel registro degli indagati, non risultano componenti del consiglio comunale. Di recente lo stesso sindaco di Barcellona Candeloro Nania nelle note difensive inviate alla Commissione interforze di accesso per verificare la possibilità di ingerenze di tipo mafioso nelle procedure amministrative che hanno portato all’approvazione del progetto per la realizzazione del Parco commerciale aveva affermato – a difesa dell’operato della sua amministrazione – che: “il Consiglio comunale, quando non è in discussione un tema che attiene all’indirizzo politico, non può che tener conto della regolarità o meno dell’atto posto alla sua attenzione, secondo i pareri e le proposte degli organi tecnici competenti valutando la conformità della proposta all’interesse pubblico” e con ciò richiamava la delibera consiliare n. 59 del 16 novembre 2009, indicando così eventuali responsabilità alle valutazioni tecniche fatte da dirigenti, responsabili del procedimento e dalla commissione edilizia e urbanistica comunale. L’area interessata al progetto del Parco commerciale in atto è posta sotto sequestro a seguito di richiesta della Procura distrettuale antimafia di Messina che il 24 marzo dello scorso anno aveva ottenuto il decreto emesso dal Tribunale delle misure di prevenzione nei confronti della società “Di.Be.Ca.” in quanto bene riconducibile a Rosario Cattafi. A seguito di ciò il 24 novembre scorso il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri ha firmato il decreto con il quale si dispone l’accesso agli atti del Comune per “verificare la procedura adottata dall’amministrazione comunale per la localizzazione del parco commerciale e ciò per stabilire possibili condizionamenti della criminalità organizzata nell’attività amministrativa del Comune di Barcellona”. LEONARDO ORLANDO – GDS