COSENZA, L'UNICAL: Il prof denunciò, 'I miei plichi neppure aperti'. A giudizio per concorso in falso i tre docenti che valutarono curriculum e attestati presentati dai candidati

16 marzo 2012 Mondo News

Cosenza – La storia d’una selezione per insegnanti universitari a tempo determinato costituisce la fisionomia d’una inchiesta per falso che sarà esplorata in dibattimento. Erano stati il procuratore aggiunto Domenico Airoma e il pm Giuseppe Casciaro a sollevare dubbi sul concorso sollecitando il processo. E il gup, Enrico Di Dedda, ha rinviato a giudizio i docenti che facevano parte della Commissione giudicatrice per l’attribuzione delle idoneità dei candidati. Tre professori che avrebbero esaminato curriculum e attestati dei partecipanti alla selezione pubblica per titoli comparativi, per la copertura mediante affidamento o contratto degl’insegnamenti programmati dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Unical, per l’anno accademico 2009-2010. Una prova che sarebbe stata conclusa, secondo la ricostruzione accusatoria, ignorando la valutazione dei titoli richiesti dal bando e presentati da uno dei concorrenti esclusi. Un ipotetico illecito che i magistrati inquirenti hanno configurato nel presunto reato di falso in concorso nei confronti di tre membri della commissione giudicatrice per l’attribuzione delle idoneità dei candidati. Si tratta di: Nicola Leone, Wolfgang Faber, e Giorgio Terracina. I tre imputati (che sono difesi dall’avvocato Vincenzo Adamo) si sono sempre protestati innocenti e tali dovranno considerati fino alla definizione della vicenda giudiziaria che li vede coinvolti. Il caso è esploso in seguito alla denuncia presentata da uno dei concorrenti, il professor Bruno Gioffrè, che è assistito dall’avvocato Ugo Anelo. Il docente partecipò alla selezione per l’insegnamento universitario depositando le pubblicazioni ritenute utili all’interno di apposite scatole di cartone sigillate. A distanza d’un mese, il candidato apprese l’esito negativo per aver riportato un giudizio di non idoneità e, comunque, di non essere vincitore degl’insegnamenti per i quali aveva presentato domanda. Il professor Gioffrè allora, si sarebbe recato all’Unical, per ritirare i plichi contenenti i suoi elaborati che erano ancora lì. Accompagnato da due amici il docente si sarebbe presentato nelle segreterie del Dipartimento di Matematica dove avrebbe scoperto che i suoi plichi non sarebbero stati neppure spacchettati. Il dipendente presente all’interno della stanza, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbe tentato di rinviare la consegna dei plichi al diretto interessato adducendo ragioni di carattere burocratico. Ma non appena fuori dalla stanza, i tre avrebbero avvertito il tipico rumore dello spacchettamento provenire dall’interno dell’ufficio e, tornati dentro, questa volta accompagnati dai carabinieri della Stazione di Rende, avrebbero notato i plichi aperti. Analoga situazione si sarebbe verificata negli uffici della Presidenza della Facoltà di Lettere e Filosofia. Il professore, accompagnato sempre dai due amici, e alla presenza dei carabinieri si sarebbe rivolto all’impiegato per ottenere i suoi elaborati. L’impiegato avrebbe invitato il docente a spostarsi nell’ufficio di un altro collega avere indietro il materiale richiesto. Uscendo, però, avrebbero inteso ancora un rumore di spacchettamento che li avrebbe fatti ritornare sui loro passi sorprendendo l’impiegato ad aprire i pacchi. Circostanza che sarebbe stata verbalizzata direttamente dai carabinieri. Fin qui la versione dell’accusa e della parte offesa. Ma la difesa ritiene che l’operato dei docenti sia stato corretto e che le valutazioni degli attestati in realtà ci sia stato e solo in un secondo momento i pacchi sarebbero stati nuovamente sigillati. Una tesi che i tre imputati si preparano a rinnovare davanti al giudice monocratico Claudia Pingitore, a partire dal prossimo 10 luglio. Giovanni Pastore – GDS