MESSINA: Non ancora effettuata l'autopsia sul corpo di Benedetto Vinci. Sarà anche studiata la ferita provocatagli dalla coltellata della fidanzata

16 marzo 2012 Cronaca di Messina

Sant’Agata Militello – Nessuno riesce a trovare risposta, familiari ed amici continuano ad interrogarsi sul perché di una morte tanto incomprensibile quanto inaspettata. La morte del venticinquenne Benedetto Vinci, trovato senza vita mercoledì nella sua abitazione di Sant’Agata Militello, oltre ad aver lasciato un vuoto enorme nei suoi cari, si è portato dietro alcuni interrogativi cui ancora non si è riusciti a dare soluzione. Solo l’autopsia saprà infatti stabilire le cause del decesso ma l’esame non è stato ancora disposto dalla Procura della repubblica di Patti. Il cadavere di Vinci, rimane dunque ospitato nella camera mortuaria dell’ospedale santagatese e non è stato ancora deciso, inoltre, se sarà un’équipe dell’istituto di medicina legale di Messina a svolgere l’esame autoptico a Sant’Agata o se diversamente la salma verrà trasportata nel capoluogo messinese. Stando ai racconti degli amici più cari, Benedetto Vinci, dopo i postumi della coltellata infertagli al torace la notte del 3 marzo scorso dalla fidanzata, stava bene, era tranquillo e fino alle 2 del mattino di mercoledì si era intrattenuto in chat a chiacchierare. Inevitabilmente, però, il decesso di Vinci è entrato nel fascicolo aperto dal pm Francesca Bonazinga nei confronti della ventisettenne Francesca Picilli, accusata di tentato omicidio per il ferimento del ragazzo con un coltello a serramanico. Su quell’episodio l’ipotesi che sempre più insistentemente ha preso corpo è quella dell’incidente, di una colluttazione involontaria partita per gioco. A sostenere tale tesi, oltre alla difesa della ragazza, sarebbe stato lo stesso Vinci in alcuni colloqui col proprio legale di fiducia. Proprio per far piena luce sulla vicenda, contestualmente all’autopsia dovrebbe essere disposto anche l’incidente probatorio, già richiesto lo scorsa settimana dal Pm, sulla ferita al torace del giovane. L’analisi sull’angolazione e l’entità del colpo servirà infatti a chiarire la dinamica e confutare eventualmente la tesi della fatalità. La ragazza, ci dice il legale di fiducia Marco Vicari , è ovviamente scossa dall’accaduto, incredula per quanto è successo attendendo, sempre al regime degli arresti domiciliari, l’evoluzione della vicenda. Giuseppe Romeo – GDS