MESSINA: Pulizie al Policlinico. La coop Ariete presenta un esposto in Procura

16 marzo 2012 Cronaca di Messina

Un’altra tegola economica potrebbe abbattersi sul Policlinico, dopo la vicenda dei 5 milioni di euro reclamati dall’impresa “Grassetto Spa”. E si tratta di una nuova puntata giudiziaria della vicenda sull’appalto delle pulizie, che va avanti da anni tra carte bollate, ricorsi e controricorsi. I piani della questione sono due: per un verso a breve il Tar di Catania potrebbe decidere sulla richiesta di risarcimento per decine di milioni di euro avanzata dalla coop Ariete al Policlinico da quando rimase al palo e senza appalto per le pulizie, e per altro verso nei giorni scorsi la coop Ariete ha richiesto nuovamente l’immissione in possesso nell’appalto, ma ha avuto ancora una volta come risposta un “no”, che contesta. Perché il “no” è stato motivato con il fatto che «pendono davanti al Tar di Catania due distinti giudizi instaurati dalla cooperativa per l’accertamento della fondatezza della medesima pretesa nella nota che si riscontra». Ma secondo quanto sostiene la coop Ariete nel documento depositato in Procura la vicenda però è radicalmente diversa, e il giudizio davanti al Tar non c’entra nulla, perché riguarda solo il profilo del «risarcimento danni, che è cosa assolutamente diversa e ha per oggetto soprattutto i fatti e i comportamenti che hanno illecitamente impedito l’aggiudicazione del servizio dopo l’esecuzione della gara».
Mentre «la controversia in ordine al diritto all’aggiudicazione del servizio di pulizie del Policlinico si è conclusa definitivamente con la sentenza della Corte di giustizia amministrativa n. 192 del 13 aprile 2000, con la quale veniva accolto il ricorso con il conseguente obbligo di immissione in servizio della società ricorrente». E invece, sostiene la coop nell’esposto «… dal 2000 ad oggi il Policlinico ha evitato l’esecuzione della sentenza, sostenendo che la Prefettura doveva emettere il certificato antimafia. Il Prefetto di Messina, dopo aver accuratamente esaminata tutta la documentazione esistente ai suoi atti e quella prodotta dalla società ricorrente, con atto prot. n. 26316/2011 del 21-12-2011, trasmesso al dott. Giuseppe Pecoraro direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria e per conoscenza alla signora Angela Irrera, presidente della cooperativa Ariete, ha affermato che non risultano agli atti e dagli accertamenti eseguiti cause interdittive previste dall’attuale legge antimafia e che dalle informazioni assunte non risultano tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi dell’impresa». Quindi «… la cooperativa ha richiesto, come suo diritto l’immediata immissione in servizio per l’espletamento delle pulizie nel Policlinico universitario. Infatti, il Policlinico in tutte le aggiudicazioni del servizio effettuate a favore di altre imprese nel corso della controversia, ha sempre inserito la clausola di risoluzione espressa, per effetto della definizione della causa in corso con la cooperativa Ariete». In una nota poi la coop Ariete si augura polemicamente «di poter dire che comunque la giustizia ha vinto e che il sistema di malgoverno che all’epoca ha impedito alla coop Ariete di espletare il servizio di pulizie non è più vigente. Per questo si insiste chiedendo, sia fissata immediatamente la consegna alla cooperativa del servizio di appalto delle pulizie del Policlinico universitario».(n.a.)