BARCELLONA P. G.: Pesante intimidazione a Calabrò. Il patron della "Canditfrucht Spa" (una delle più grosse e leader in Sicilia nel settore della trasformazione di agrumi e della produzione di succhi) ha trovato una bottiglia incendiaria sotto casa

17 marzo 2012 Cronaca di Messina

Vedere una bottiglia di benzina con due proiettili appresso “in mezzo ai piedi” appena si esce di casa, la mattina, a Barcellona, non è proprio il massimo. E ieri mattina l’imprenditore Nunzio Calabrò, il patron dell’impresa “Canditfrucht Spa”, una delle più grosse e leader in Sicilia nel settore della trasformazione di agrumi e della produzione di succhi, frutta candita e tanto altro, ha trovato proprio questo nell’atrio di casa sua, in via Longano. La sera prima non c’era nulla, Calabrò era rincasato non molto tardi, la stessa giornata pesante, al lavoro, in ditta. Ma ieri mattina c’era qualcosa di devastante nel portone di casa sua, una bottiglia piena di benzina con legate accanto due cartucce da caccia a pallini. Era di plastica trasparente, addossata alla parte interna del cancello. Un segnale inequivocabile che la mafia colloca quando vuole cominciare a spillare denaro e chiedere il pizzo o per mandare altri devastanti messaggi, e forse un segnale preoccupante di un “risveglio” della criminalità organizzata in un momento storico in cui l’offensiva dello Stato in questi ultimi mesi è stata ferma e devastante per le cosche mafiose del Longano, azzerando in pratica i vertici di Cosa nostra barcellonese. Cos’é? Una sfida? In ogni caso ieri dopo aver ricevuto l’inquietante intimidazione l’imprenditore Nunzio Calabrò, che ha da tempo aderito al movimento antiracket, è coraggiosamente andato dai carabinieri a denunciare tutto in compagnia del legale della ditta, l’avvocato Roberta Biondo. Ha raccontato per filo e per segno la vicenda, è stato sentito su eventuali situazioni che ha percepito in passato, fatti ovviamente su cui bisogna mantenere il riserbo investigativo. Quindi alla pesante intimidazione ci stanno lavorando i carabinieri della Compagnia di Barcellona che ieri mattina hanno subito repertato la bottiglia, le cartucce da caccia e tutto il resto, e poi hanno avviato le indagini. E della vicenda si starebbero occupando anche per le rispettive competenze sia la Procura di Barcellona sia la Direzione distrettuale antimafia di Messina. Nella serata di ieri a quanto pare i carabinieri hanno compiuto perquisizioni, sopralluoghi e numerosi interrogatori con personaggi parecchio “conosciuti” e sospettati, oggi si dovrebbe quindi avere un primo quadro su come si stanno indirizzando le indagini su questa intimidazione. NUCCIO ANSELMO – GDS