MESSINA: Restituita la libertà ad un'aquila minore e a 5 gheppi e poiane. L'evento della liberazione dei rapaci è sempre una festa

19 marzo 2012 Cronaca di Messina

Era stata ritrovata ferita all’inizio dello scorso mese di dicembre. Impallinata durante l’ennesimo atto di bracconaggio mentre volava alto sullo Stretto. È stata curata amorevolmente dai medici e dai volontari del Centro per il recupero della fauna selvatica gestito dall’Associazione mediterranea per la natura e ieri, dopo tre mesi passati in voliera, è tornata ad assaporare il gusto della libertà. Che per un’aquila è tutto, è la vita stessa. L’evento della liberazione dei rapaci è sempre una festa. Lo è stata anche ieri mattina nel magico scenario dei Peloritani, dentro l’azzurro abbagliante di una meravigliosa giornata di primavera. Adulti e bambini hanno fatto da comprirari a una recita in cui i protagonisti sono stati loro: l’aquila minore, le poiane e i gheppi. Tutti feriti da criminali travestiti da cacciatori, tutti guariti e finalmente liberi di spiccare il volo, dalla radura di Puntale Chiarino, ubicata a 820 metri sul livello del mare, proprio di fronte al Tirreno e alle Isole Eolie. L’aquila minore, come spiegano Deborah Ricciardi e Anna Giordano, l’anima del Centro di recupero, è una specie rara, a rischio di estinzione. La sua area di diffusione è la Spagna ed è da lì che migra verso l’Africa subsahariana. Ma negli ultimi anni ha cominciato a far la sua comparsa anche da queste parti, per sua sventura. Lo Stretto, infatti, soprattutto sulla sponda calabrese, è una sorta di “poligono di tiro”, dove molti preziosissimi rapaci ci rimettono le penne. L’aquila liberata ieri era uno splendido esemplare e, come per ringraziare della riconquistata libertà, ha cominciato a volteggiare per parecchi minuti, facendosi fotografare a distanza ravvicinata, prima di trovare la corrente giusta e di salire maestosa alle altezze degne della “regina” degli uccelli. Non sono belli come un’aquila ma anche i gheppi e le poiane fanno la loro figura, quando li vedi scendere in picchiata e poi risalire, felici di essere veloci come il vento, macchie marroni o rossastre nell’azzurro. Ne sono stati liberati cinque, altri lo saranno nei prossimi mesi. Il volo è gioia, si può essere felici anche da terra, vedendo quel battito d’ali più forte di qualunque “doppietta”.(l.d.)