MESSINA E LA SUA PROVINCIA DEVASTATA DALL'ALLUVIONE: Ricostruzione nelle zone alluvionate, pronti 48 milioni

22 marzo 2012 Cronaca di Messina

SAPONARA – L’ordinanza governativa per i 24 comuni alluvionati del Messinese è sul tavolo del presidente della Regione Raffaele Lombardo per il visto di competenza. L’attesa notizia è stata data dal responsabile della Protezione Civile nazionale, Franco Gabrielli, al sindaco di Saponara Nicola Venuto, a margine del convegno “Dall’emergenza alla prevenzione. Risorse e politiche per il territorio” svoltosi ieri nella chiesa di S. Ignazio d’Antiochia a Vernazza, uno dei centri disastrati dall’alluvione in Liguria, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano e del ministro dell’ambiente Corrado Clini. «Il ministero dell’economia e finanze – afferma Venuto – ha dato l’ok per la copertura finanziaria e l’importante documento è già al vaglio del governatore». A quattro mesi di distanza dal quel maledetto 22 novembre, in cui la furia delle acque provocò tre vittime nel villaggio Scarcelli a Saponara – il piccolo Luca Vinci, Luigi e Giuseppe Valla – la devastazione di interi territori come la stessa Saponara, Villafranca Tirrena, Rometta, Barcellona e altri 20 centri della fascia tirrenica, con un bilancio di 200 milioni di euro di danni, 900 sfollati e centinaia di attività produttive in ginocchio, arriva il primo barlume di luce che fa intravedere la strada della ricostruzione. Ancora non è ufficiale l’entità delle somme stanziate per avviare i primi interventi, ma da prime indiscrezioni si parla di 48 milioni di euro, di cui 33 erogati dalla Regione Siciliana e 15 milioni dallo Stato: «dovrebbe essere questa la cifra – conferma il primo cittadino di Saponara – destinata a questa prima fase di “Start up”, per partire con opere più urgenti di messa in sicurezza. Certo, sembra poco rispetto alla stima dei 200 milioni, ma è la prima tranche di un processo che sono sicuro verrà strada facendo alimentato secondo le necessità». All’entusiasmo di Venuto si contrappone il pacato pragmatismo del capo della protezione civile regionale, Pietro Lo Monaco: «Non ho ancora visto l’ordinanza – afferma Lo Monaco – quindi aspetto di avere gli elementi per valutare la situazione. Voglio solo ricordare che noi abbiamo inviato alla Protezione civile nazionale un’intesa di ordinanza civile nella quale proponevamo di reperire 100 milioni di euro nel modo seguente: 3 milioni da fondi propri della Protezione civile Sicilia, 30 milioni dai fondi Fas europei destinati alla Sicilia, 67 milioni dai fondi della Protezione Civile Nazionale. Questi fondi andrebbero a coprire una parte dei danni causati da due alluvioni: quella di marzo 2011 (150 milioni) e quella di novembre 2011 (200 milioni di danni). Se arrivano davvero 48 milioni di euro avremmo i fondi per risarcire i sindaci e pagare alloggi e affitti, ma per gli interventi servirà oggettivamente di più». E in questo senso, si spera abbia ricadute positive l’impegno assunto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di fronte all’appello del sindaco di Saponara Nicola Venuto: «Sono un sindaco siciliano che ha provato con mano la presenza dello Stato. Non posso dimenticare a poche ore dalla tragedia gli interventi massicci d’aiuto da parte della Protezione Civile, dei carabinieri, dell’Esercito, dei vigili del fuoco coordinati da un grande prefetto, di uomini pronti a tutto per servire la patria e la sua gente. Proprio perché crediamo nello Stato e nelle istituzioni sono qui a chiederle di farmi tornare a casa ancora più orgoglioso di prima, orgoglioso di essere un sindaco italiano, un sindaco che potrà portare risposte concrete alla sua gente. A quattro mesi dalla tragedia – aggiunge Venuto – il mio è ancora un paese fantasma, la gente ha perso tutto: cari, case, lavoro, non si hanno più certezze. C’era una via, la via Firenze , dove da oltre 70 anni insistono tutte le scuole e solitamente in questo periodo già dalla piazza del centro si sentivano gli schiamazzi, le risate, i canti dei nostri bambini. Ebbene, i bambini di Saponara, i bambini della Provincia di Messina colpiti dall’alluvione del 22 Novembre scorso non sorridono più, hanno lo sguardo nel nulla, sono terrorizzati. Cosa hanno in meno i nostri bambini dei bambini di Roma, di Milano, di Genova, di Venezia? Credo nulla o almeno lo spero. Ma in questo momento in cui non arriva la tanto agognata ordinanza di protezione civile, i nostri bambini vedono i propri genitori piangere, perché hanno perso la casa, perché hanno perso il lavoro. Non mi interessa di chi sia la colpa, quali sono le procedure corrette, il continuo rimbalzo tra Regione e Stato, tutto questo volta alto sopra le nostre teste. E noi siamo ancora nel fango». Parole che hanno commosso il Capo dello Stato:« È vero – ha detto – lo Stato in quei giorni era vicino con le forze dell’ordine, con i volontari, con i sindaci. Ma è invece lontano quando l’emergenza viene a cessare, quando arriva il momento della ricostruzione. È nell’ordinaria amministrazione che lo Stato non riesce ad essere altrettanto presente. Tonino Battaglia – GDS