PALERMO – Il generale Giampaolo Ganzer: il Ros non ha mai approvato la revoca del carcere duro per i boss

24 marzo 2012 Mondo News

PALERMO – «Il Ros dei carabinieri si è sempre detto contrario alle revoche del carcere duro per i mafiosi. Nel ’93 (l’anno in cui non vennero prorogati i 41 bis a 334 persone; n.d.r.) il raggruppamento speciale, allora guidato dal generale Subranni, fece presente che, pur non potendosi esprimere sulle singole posizioni, il regime carcerario speciale si doveva lasciare sia perchè utile a recidere i collegamenti dei boss con l’esterno, sia in quanto ‘armà per sollecitare le collaborazioni con la giustizia». Scende in campo a difendere l’operato dei suoi uomini nella lotta alla mafia il generale Giampaolo Ganzer, capo del Ros citato a deporre dalla difesa del generale dei carabinieri Mario Mori, ex vicecomandante del Raggruppamento, e del colonnello Mauro Obinu, imputati a Palermo di favoreggiamento alla mafia. Oltre a negare di avere mai saputo dell’esistenza di una trattativa tra Stato e mafia condotta, secondo l’accusa, tra le stragi del ’92 proprio da Mori e a ribadire l’impegno del Ros nella cattura del capomafia Bernardo Provenzano, che invece secondo i pm venne fatto scappare dai carabinieri proprio in nome dell’accordo stretto con Cosa nostra, Ganzer ha parlato dei suoi rapporti con Francesco Di Maggio, ex vicecapo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. La figura di Di Maggio, nominato ad hoc dirigente superiore dello Stato dall’ex presidente della Repubblica Scalfaro per potere ricoprire la carica di numero due al Dap, è centrale nella ricostruzione dei pm. Secondo la Procura avrebbe un ruolo nelle mancate proroghe dei 41 bis, a novembre del 1993. Per l’accusa sul piatto della trattativa, in cambio della cessazione delle stragi mafiose, infatti, lo Stato mise anche l’attenuazione del 41 bis. Ganzer e Di Maggio erano molto amici. «Ci frequentavamo – ha ammesso Ganzer – e spesso era con noi anche il colonnello del Sismi Umberto Bonvissuto». Ma oltre a negare che agli incontri con Di Maggio partecipasse Mori, il generale ha sostenuto di non avere mai parlato delle revoche dei 41 bis con il vice del Dap.(ansa)