CULTURA: È morto lo scrittore Antonio Tabucchi. L'autore di «Sostiene Pereira» si è spento a 68 anni nella sua Lisbona dopo una lunga malattia

25 marzo 2012 Culture

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LISBONA – E’ morto Antonio Tabucchi questa mattina a Lisbona. Il cancro lo ha divorato in pochissimo tempo all’età di 69 anni. Il dolore è di chi resta, di chi avrebbe voluto leggere ancora i suoi articoli sul quotidiano La Repubblica. Il dolore è di chi magari avrebbe desiderato leggere ancora un capolavoro della letteratura mondiale come Sostiene Pereira. Il romanzo che lo consegnò al grande pubblico nel 1994 non è altro che la sua voce, instancabile, tagliente. Tabucchi non ha nulla da invidiare al bisturi di un medico, nè alle capacità analitiche di un sociologo. Prima di pubblicare il romanzo che lo ha reso famoso in tutto il mondo ha scritto Piazza d’Italia nel 1975 presso la casa editrice Bompiani. Presso la casa editrice Sellerio ha pubblicato l’anno scorso Racconti con figure. Tabucchi ha ottenuto il premio francese “Médicis étranger” per Notturno indiano e il premio Campiello per Sostiene Pereira ed i suoi romanzi e saggi sono stati tradotti in 18 Paesi. Con Sostiene Pereira Tabucchi ha condensato tutti i suoi pensieri sulle lotte dell’informazione nei paesi a regime autoritario. In lui si concentravano le umiliazioni di un giornalista che non poteva essere libero: «Sì, disse Pereira, però se loro avessero ragione la mia vita non avrebbe senso, non avrebbe senso avere studiato lettere a Coimbra e avere sempre creduto che la letteratura fosse la cosa più importante del mondo, non avrebbe senso che io diriga la pagina culturale di questo giornale del pomeriggio dove non posso esprimere la mia opinione e dove devo pubblicare racconti dell’Ottocento francese, non avrebbe senso più niente, e è di questo che sento il bisogno di pentirmi, come se io fossi un’altra persona e non il Pereira che ha sempre fatto il giornalista, come se io dovessi rinnegare qualcosa». Antonio Tabucchi era anche un fervido traduttore e commentatore di Pessoa. La sua formazione letteraria ed artistica è stata poi concetrata tutta nella sua attività giornalistica. Possiamo leggere Sostiene Pereira come se stesse parlando lo stesso Antonio Tabucchi. E’ Tabucchi che analizza la vita nella sua complessità e nelle sue infinite sfaccettature. E’ lui che si stupisce ad ogni cambio di atmosfera, ogni volta che l’io cede il posto ad un altro io nell’infinita caducità delle cose. Se vogliamo salutarlo non possiamo farlo che con le sue parole: «Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell’imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il “Lisboa” aveva ormai una pagina culturale, e l’avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte». ©Maria Melania Barone