REGGIO CALABRIA, L'OMICIDIO: La vittima, il carnefice e la webcam nascosta. Arrestato il sorvegliato speciale Domenico Ventura. L'omicidio maturato nel contesto della cosca Libri

25 marzo 2012 Mondo News

Foto e spezzoni di un filmato dal contenuto agghiacciante. Nei file inseriti in una pen drive la verità sulla tragica fine di Marco Puntorieri. La vittima viene ripresa in compagnia del suo carnefice armato di fucile a canne mozzate. L’esame dei documenti del supporto informatico recapitato in un plico, insieme con uno scritto anonimo, ai carabinieri della compagnia cittadina, ha consentito di dare un nome e un volto all’assassino del quarantaduenne vittima di lupara bianca. In esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della Procura, dal gip Adriana Trapani è finito in carcere Domenico Ventura, 49 anni, già coinvolto in procedimenti per fatti di ‘ndrangheta, in atto sorvegliato speciale. Ventura è accusato di omicidio volontario premeditato, porto abusivo di arma da sparo, occultamento di cadavere, con l’aggravante del metodo mafioso. Marco Puntorieri temeva per la sua vita e per questo aveva chiesto a un amico di registrare un video dell’incontro con un conoscente, identificato successivamente in Ventura, in una zona di campagna. Puntorieri e Ventura sono ritenuti dagli investigatori entrambi esponenti della cosca Libri. La moglie di Puntorieri tre giorni dopo la scomparsa del coniuge, avvenuta il 15 settembre 2011, aveva presentato denuncia ai carabinieri i quali avevano ipotizzato subito un caso di lupara bianca. Mentre erano in corso le indagini i militari dell’arma hanno ricevuto un plico con all’interno la lettera anonima e la pen drive. L’autore della lettera affermava di avere assistito e registrato le fasi dell’omicidio di Puntorieri avvenuto in un casolare nelle campagne della zona sud della città, nei pressi del torrente Armo. Dalla ricostruzione fatta dai carabinieri è emerso che Puntorieri era stato invitato da Ventura in un casolare per “fare un lavoro”. Puntorieri, insospettito dall’invito, aveva chiesto al suo amico, che non è stato ancora identificato, di registrare l’incontro. Nella pen drive i carabinieri hanno trovato il video nel quale si vede arrivare Puntorieri e Ventura. Quest’ultimo, dopo una chiacchierata, preleva dal casolare un fucile a canne mozzate. Tra i due, secondo gli investigatori, c’era un atteggiamento tipico di chi ha pianificato un’azione criminosa. Poco dopo la vittima e il presunto assassino escono dall’inquadratura della webcam piazzata su un albero di olivo e dopo circa un minuto si sentono due colpi di fucile. Sul supporto informatico sono state trovate anche le foto del cadavere di Puntorieri nei pressi del casolare dove era avvenuto l’incontro. I carabinieri sono riusciti ad individuare il casolare e nel corso di un sopralluogo hanno trovato resti umani e due bossoli di fucile. La circostanza, secondo gli investigatori, è compatibile con le immagini del video. Il movente del delitto, secondo gli inquirenti, è riconducibile a vicende legate alla criminalità organizzata e potrebbe essere inquadrato come un regolamento di conti nell’ambito della cosca Libri. Anche Orazio Puntorieri, fratello di Marco, era stato ucciso a Reggio Calabria nel dicembre del 2008 con due colpi di fucile caricato a pallettoni. Le indagini che sono alla base dell’ordinanza di custodia cautelare iniziano con la scomparsa di Puntorieri denunciata dalla moglie il 18 settembre scorso, tre giorni dopo la comparsa, dalla moglie ai carabinieri. In realtà già in data 16 settembre la Polizia Provinciale aveva rinvenuto il furgone di Puntorieri abbandonato vicino al torrente Armo. Già nella fase iniziale delle indagini era stato ipotizzato uno scenario inquietante. I parenti della vittima non avevano fornito elementi utili a ricostruire quant’era accaduto e stabilire eventuali incontri e i motivi degli stessi. Tra i sospettati era emersa la figura di Ventura, già denunciato in passato per tentato omicidio, porto illegale di armi, associazione mafiosa. Coinvolto nell’operazione “Olimpia” era stato condannato a sei anni e per tentato omicidio aveva avuto un’altra condanna a dieci anni. Gli accertamenti effettuati dal Ris sul furgone della vittima non avevano rilevato alcuna impronta. Evidentemente mani esperte avevano eliminato ogni traccia. Tra le persone convocate dai Carabinieri c’era stato anche Ventura che aveva riferito di aver visto Puntorieri l’ultima volta in data 14 settembre per dei lavori edili da effettuare presso la sua abitazione. Due settimane dopo la scomparsa, nei pressi del casolare erano stati trovati frammenti di ossa, tracce ematiche, una borra in plastica e alcuni pallettoni. Dalla comparazione eseguita dal Ris di Messina era emersa la compatibilità del Dna e dall’ipotesi della semplice scomparsa si era passati a indagare per omicidio. E il fatto di sangue viene inquadrato nella dinamiche criminali della cosca egemone nel quartiere collinare di Cannavo, con grossi interessi anche in aree del centro cittadino, un tempo guidata dal defunto boss Mico Libri. Marco Puntorieri era stato coinvolto nel 2001 nell’operazione “Casco” e arrestato per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Oltre ad avere assidue frequentazioni con elementi della cosca era stato condannato proprio per aver favorito la latitanza di Domenico Ventura che è stato arrestato nella sua abitazione all’alba. L’indagato, assistito dal difensore di fiducia, avvocato Marco Tullio Martino, sarà interrogato dal gip martedì nel carcere cittadino. Paolo Toscano – GDS