PAESE SICILIA: Il calciatore squalificato è assessore allo sport. Diventa un caso politico la sanzione nella partita Villalba-Montedoro

26 marzo 2012 Mondo News

Villalba – Diventa un caso politico a Villalba, piccolo Comune in provincia di Caltanissetta, la squalifica per 15 mesi decisa dal giudice sportivo per un calciatore della squadra del paese che milita nel campionato di Terza categoria. L’atleta appiedato fino a giugno del prossimo anno è Giuseppe Tramontana, “reo” d’avere rivolto «frasi minacciose e tentato di aggredire l’arbitro», si legge nel bollettino ufficiale che sancisce la squalifica in riferimento a quanto accaduto nella gara pareggiata in casa 0-0 dal Villalba contro il Montedoro. Ma il fatto anomalo è che il calciatore è anche l’assessore comunale allo Sport, e così lo schieramento di opposizione non si è lasciato certamente sfuggire l’occasione di polemizzare con la Giunta del sindaco Alessandro Plumeri. Anzi, la minoranza chiede anche le dimissioni dell’assessore. Ma con Tramontana è stato anche squalificato il dirigente del Villalba Ettore Giovanni Di Vita (per 6 mesi), figlio dell’assessore comunale ai Lavori pubblici. Anche il dirigente – stando alle motivazioni della squalifica – avrebbe posto in essere atteggiamenti offensivi e minacciosi nei confronti del direttore di gara. E visto che sono coinvolti un assessore in carica e il figlio di un altro assessore, l’opposizione ha presentato un’interrogazione urgente. «I sottoscritti consiglieri comunali Vincenzo Ferreri, Giuseppe Costanza, Calogero Lupo, Giovanbattista Messina e Alessia Saia – si legge nel documento – chiedono di sapere quali iniziative intende intraprendere il sindaco per salvaguardare lo sport villalbese e l’immagine di Villalba offuscata dal comportamento antisportivo dell’assessore comunale Tramontana, reo di avere avuto in un confronto agonistico un comportamento lesivo, sia di ogni regola e comportamento sportivi, nonché dello Statuto comunale, in cui si fa riferimento al fatto che “Il Comune favorisce le attività sportive che si esplicano nello spirito dell’aggregazione spontanea e nelle forme di competizione agonistica non violente” e gli amministratori devono dare l’esempio. Lillo Leonardi – GDS