COLPO DI SCENA NELL'INCHIESTA DELLA PROCURA DI COSENZA: Inchiesta sull'utilizzo della legge 104, prosciolti i docenti

27 marzo 2012 Mondo News

Cosenza – Il colpo di scena. L’inchiesta sull’utilizzo della Legge 104 nel mondo della scuola si chiude con un nulla di fatto. Il gup, Livio Cristofano, a conclusione dell’udienza preliminare, ha disposto il non luogo a procedere nei confronti dei venticinque prof coinvolti nell’indagini sui presunti abusi legati all’utilizzo delle garanzie concesse dalla norma varata dal Parlamento nel ’92. Questi i nomi degli operatori scolastici prosciolti: Maria Bisceglia, Giuseppina Caputo, Orietta Cosentino, Pasquale Cozza, Selene Giannuzzi, Luigi Gaudio, Rosaria Ginese, Adele Granato, Rosa Alba Guarascio, Emanuela Antonella Lucirino, Maria Mancuso, Rosanna Mannarino, Olimpia Marini, Franca Luisa Marrelli, Maria Francesca Massaro, Gennaro Migliano, Francesco Giovanni Naccarato, Rita Paoli, Silvana Scicchitano, Luigi Serpa, Giuseppina Surace, Vittoria Amedeo, Giuseppina Branda ed Emanuela Ominelli. Per loro la Procura aveva invece chiesto il rinvio a giudizio per falso. Gli imputati si erano sempre protestati innocenti confidando in un positivo sviluppo della vicenda giudiziaria. Sviluppo che si è concretizzato ieri mattina con la lettura del dispositivo della sentenza. In aula c’erano i componenti del collegio di difesa, gli avvocati Enzo Belvedere, Maurizio Nucci, Nicola Carratelli, Francesco Calabrò, Innocenzo Palazzo, Pietro Perugini, Ornella Nucci, Vittoria Bossio e Ugo Ledonne. I legali avevano insistito per l’assoluzione dei loro assistiti. A rappresentare la pubblica accusa c’era il pm Giuseppe Visconti.
La 104 è una legge di enorme civiltà, che facilità l’inserimento lavorativo e tutela la conservazione dell’occupazione per chi soffre di disabilità o deve assistere parenti disabili. La magistratura inquirente cittadina, sulla base delle denunce presentate negli uffici giudiziari da alcuni docenti e anche in relazione alle segnalazioni fatte dall’Ufficio scolastico provinciale, aveva ipotizzato che la normativa fosse stata sfruttata illecitamente da prof e altro personale scolastico per usufruire del canale privilegiato che garantisce dei vantaggi nelle graduatorie e nell’assegnazione delle sedi di lavoro. Il procuratore aggiunto Domenico Airoma – d’accordo con il procuratore capo Dario Granieri – aveva concluso nelle scorse settimane la sua requisitoria, dinanzi al gup Livio Cristofano, chiedendo il rinvio a giudizio per tutti e venticinque gli imputati. All’intervento del pm erano seguite le arringhe degli avvocati difensori di alcuni degli imputati, che avevano duramente contestato l’impianto accusatorio anche in base ai criteri che la rinnovata legge di settore – recentemente entrata in vigore – stabilisce in tema di 104. Ieri è arrivata la decisione del Giudice per le udienze preliminari che sembra chiudere il caso. Per gl’incriminati si tratta, ovviamente, di una decisione che li solleva da una situazione difficile in cui s’erano ritrovati. Una situazione che li aveva posti in una posizione imbarazzante anche sul posto di lavoro. La sentenza del di Livio Cristofano segna dunque la fine di un incubo. La Procura valuterà dopo la lettura delle motivazioni se proporre appello avverso al proscioglimento. L’inchiesta sui fruitori dei benefici accordati dalla legge 104 è partita lo scorso anno con verifiche a tappeto compiute su tutto il territorio della provincia dopo le mirate segnalazioni giunte negli uffici della magistratura inquirente. I procuratori Granieri e Airoma fecero acquisire i fascicoli di docenti e personale scolastico anche presso il Provveditorato. Qui trovarono l’immediata disponibilità a collaborare da parte del provveditore, Luigi Troccoli, che consegnò voluminoso materiale documentale. Vennero così vagliate le posizioni di circa trecento possibili indagati e alla fine delle investigazioni si è proceduto solo contro 25 persone. Arcangelo Badolati – GDS