LO SCIOGLIMENTO PER MAFIA DEL COMUNE DI BARCELLONA P. G.: La Commissione d'acceso interforze ha consegnato al prefetto la relazione

27 marzo 2012 Cronaca di Messina

Barcellona La Commissione interforze di accesso agli atti amministrativi del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, istituita lo scorso 9 dicembre dal Prefetto Francesco Alecci, ha consegnato ieri in Prefettura – al termine della proroga che ha portato l’ispezione a protrarsi per 105 giorni – la relazione finale sull’attività del’ente nell’ultimo decennio. I passaggi successivi, così come modificati dal cosiddetto “pacchetto sicurezza” con l’art. 2 comma 30 della legge 15 luglio 2009 n. 94, prevedono l’istruttoria da parte del Prefetto che avrà un tempo massimo di 45 giorni. In questi casi infatti il Prefetto dovrebbe sintetizzare entro i termini indicati con una sua relazione le conclusioni a cui è giunta la Commissione di accesso che per l’occasione era composta dal vice prefetto Antonino Contarino, dal dirigente del Commissariato di polizia di Barcellona Mario Ceraolo e dal tenente colonnello Danilo Nastasi, comandante della sezione operativa della Dia di Messina. Nella relazione dovranno essere indicate anche le richieste analitiche che eventualmente riguarderebbero, oltre agli organi amministrativi del Comune ispezionato, anche il segretario comunale ed i dirigenti del settore nel caso su di essi siano stati mossi rilevi sull’attività d’ufficio in relazione a possibili ingerenze della criminalità organizzata. Sul contenuto della relazione di accesso, lo stesso Prefetto dovrà entro il termine massimo dei 45 giorni sentire il parere del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Concluso l’esame in Prefettura, la relazione finale, con quella sintetica del Prefetto e il parere del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, sarà trasmessa al ministero degli Interni che a sua volta avrà un massimo di 60 giorni entro i quali dovrà relazionare direttamente al Consiglio dei ministri, con relativa richiesta finale di scioglimento o di archiviazione. A differenza del passato infatti, anche se non si dovesse pervenire allo scioglimento degli organi amministrativi comunali o alla rimozione di dirigenti e funzionari, gli esiti dell’accesso agli atti amministrativi dovranno necessariamente essere resi noti con decreto. Allo stato le conclusioni a cui è giunta la Commissione interforze sono considerati “riservati” come attesta il timbro su ogni pagina della relazione finale. L’accesso agli atti amministrativi del Comune era stato autorizzato dal neo ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri con decreto dello scorso 24 novembre. In particolare le motivazioni che hanno spinto il ministero dell’Interno ad inviare l’ispezione a Palazzo Longano riguardano le procedure che hanno portato all’inserimento dei terreni riconducibili alla famiglia dell’avv. Pio Cattafi, nello strumento urbanistico della città e successivamente all’approvazione della maxi lottizzazione per la creazione di un Parco commerciale. L’ultimo accesso agli atti di Palazzo Longano era avvenuto con decreto del ministro dell’Interno dell’epoca Beppe Pisanu del 21 aprile del 2006, che si concluse con un nulla di fatto nonostante la stessa Commissione aveva chiesto lo scioglimento degli organi amministrativi comunali. (l.o.)