MESSINA: Case e box venduti senza pagare le tasse. La società aveva cercato di eludere i controlli col trasferimento fittizio della sede da Messina a Milano

28 marzo 2012 Cronaca di Messina

Una nota impresa edile della città è finita nel mirino delle Fiamme gialle, che attraverso una serie di controlli incrociati hanno scoperto un’evasione da oltre quattro milioni e mezzo di euro. Secondo quanto riscontrato dalla GdF la società, in pratica, ha venduto totalmente in nero una serie di appartamenti con annessi box. L’attività d’indagine è stata portata a termine dai militari della Sezione operativa della Compagnia di Messina, presieduta dal capitano Michele Milazzo, secondo le direttive del comandante provinciale Decio Paparoni. L’impresa, dedita alla costruzione di edifici residenziali e non residenziali, per l’anno 2009 ha omesso di presentare i modelli dichiarativi dei redditi sia ai fini delle imposte sui redditi stessi che ai fini Iva. La società, evasore totale quindi, già a fine 2009 aveva cercato di eludere i controlli ispettivi degli uffici finanziari, attraverso un trasferimento fittizio della sede sociale dalla città di Messina a Milano; trasferimento di fatto mai effettuato. Ed è stato proprio questo meccanismo elusivo a insospettire i finanzieri che hanno così approfondito gli accertamenti sulla società attraverso controlli incrociati, analizzando gli elaborati delle banche dati in uso al corpo e venendo a capo dell’evasione ultramilionaria relativa alla vendita di decine di appartamenti e box, senza versare nulla all’erario. L’attività ispettiva ha consentito di constatare che il soggetto economico sottoposto a verifica fiscale aveva omesso di dichiarare l’intero ammontare dei ricavi derivanti dalla vendita delle strutture per complessivi 4.500.000 euro ai fini Irap e per 250.000 euro ai fini Iva, con una imposta complessiva dovuta all’erario pari ad 1.480.383 euro. Il titolare dell’impresa di costruzioni è stato denunciato alla Procura della Repubblica per il reato di omessa presentazione della dichiarazione.
In questo momento particolare per l’economia italiana, le attività giornaliere di ricerca e verifica degli “evasori totali”, svolte dalla Guardia di finanza, hanno il chiaro intento di ridurre il più possibile il “tax gap” della platea dei contribuenti sottoposti alla loro vigilanza, ossia la differenza tra la base imponibile complessivamente dichiarata al fisco e quella realmente prodotta dal sistema economico. La continua e costante lotta all’evasione da parte delle Fiamme gialle tende essenzialmente ad un concreto ed effettivo recupero dei tributi evasi anche attraverso lo sviluppo sul patrimonio e sulle disponibilità economiche dei contribuenti, su cui applicare le misure di garanzia dei crediti erariali. E la campagna del recupero dell’evasione si muove proprio in questo senso. I risultati ottenuti l’anno scorso confermano la strategia basata sull’analisi del rischio, che consente di concentrare i controlli solo dove ce n’è veramente bisogno. In tema di accertamento sintetico saranno vagliate solo le posizioni, selezionate a livello locale, che tradiscono una forte differenza tra tenore di vita e reddito dichiarato. In linea generale, le ispezioni non devono mai protrarsi più del necessario nei casi in cui vengano rilevate solo violazioni formali.(t.c.)