MESSINA: Diffamò gli eredi del prof. Parmaliana. A giudizio Il presidente del Consiglio comunale di Terme Vigliatore, il medico Domenico Munafò

29 marzo 2012 Cronaca di Messina

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Terme Vigliatore – Il presidente del Consiglio comunale di Terme Vigliatore, il medico Domenico Munafò, già vice sindaco del disciolto Consiglio comunale, è stato rinviato a giudizio per aver diffamato e offeso nell’atto di citazione con cui chiedeva un risarcimento di un milione di euro anche nei confronti dello scrittore Alfio Caruso, la memoria del prof. Adolfo Parmaliana che in vita si era battuto per affermare la legalità e diffamato gli eredi che tentavano solo di chiedere giustizia. A citare in giudizio il presidente del Consiglio comunale di Terme Vigliatore sono stati il procuratore della Repubblica Salvatore De Luca e il sostituto Francesco Massara. Il processo per diffamazione inizierà il prossimo 21 settembre. Nel capo d’imputazione sono riportate le accuse che l’indagato avrebbe mosso nei confronti degli eredi del prof. Adolfo Parmaliana, la vedova dott. Cettina Merlino e il fratello del prof. Parmalina, l’avv. Biagio. Il presidente del Consiglio di Terme Vigliatore, nel suo atto d’accusa che gli si è ritorto contro, contestava agli eredi di Parmaliana «di aver continuato a calunniare, diffamare ed offendere con scritti, distribuzione di volantini, manifesti e interventi pubblici, l’onore e la reputazione del denunziante». Nel lungo capo d’imputazione riepilogato in ben due pagine, la Procura di Barcellona riporta le gravi affermazioni contenute nell’atto di citazione che il dottor Domenico Munafò aveva presentato in Tribunale per citare gli eredi del prof. Adolfo Parmaliana, ma anche la casa editrice Longanesi e lo scrittore Alfio Caruso, autore del libro “Io che da morto vi parlo” che riportava l’ultima lettera del professore prima del suicidio del 2 ottobre del 2008, quando il docente universitario si tolse la vita per sottrarsi al fuoco incrociato che stava per abbattersi su di lui, dopo che gli effetti dello scioglimento del Consiglio comunale per ingerenza della criminalità organizzata era stato di fatto vanificate. Nell’atto di citazione del presidente del Consiglio comunale sono stati riportati anche i passaggi salienti dell’ultima lettera di Parmaliana e il giudizio che ne diede l’indagato, il quale affermò che quanto riportato «rappresenta l’ultimo atto diffamatorio – calunniatorio perpetrato ai danni del presidente del Consiglio comunale, verosimilmente nel rinnovato tentativo di destabilizzare – delegittimare le istituzioni che lo stesso Domenico Munafò rappresenta in quanto attuale presidente del Consiglio comunale di Terme Vigliatore eletto alle amministrative del 2008». La vicenda non mancherà di aprire un caso in quanto l’imputato si riteneva diffamato per via della sua carica “istituzionale” di un Comune sciolto per ingerenze della criminalità organizzata e che poi ha visto rieleggere in maggioranza gli stessi amministratori. LEONARDO ORLANDO – GDS