MESSINA: Omicidio del giovane calciatore Stefano Salmeri. In Appello a Floramo 18 anni e 8 mesi

29 marzo 2012 Cronaca di Messina

FALCONE – I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria (presidente Finocchiaro), su rinvio della Cassazione, hanno di fatto confermato la sentenza di primo grado a 18 anni e 8 mesi di carcere e 500 euro di multa, col rito abbreviato, nei confronti di Rosario Floramo, 55enne muratore di Falcone ritenuto colpevole dell’omicidio del giovane calciatore Stefano Salmeri, 25 anni, ucciso da una fucilata sparata da distanza ravvicinata nella notte tra il 6 ed il 7 ottobre del 2007. A Floramo, così come in primo grado dinanzi al gup del Tribunale di Patti, è stata riconosciuta la semiinfermità mentale (escluse anche le aggravanti della premeditazione e dei motivi futili dai giudici reggini), contro la richiesta della condanna all’ergastolo sollecitata dall’accusa. La sentenza di secondo grado è giunta alla fine di un processo travagliato. Dopo la sentenza di primo grado, infatti, il difensore di Floramo, l’avvocato Rosa Mangiapane, aveva ottenuto dalla Corte di Cassazione l’annullamento con rinvio a Reggio Calabria, tentando di ottenere la totale infermità di mente del muratore, e quindi la rideterminazione della pena. A Rosario Floramo fu riconosciuto “un vizio parziale di incapacità” che sarebbe emerso al momento in cui è stato commesso il delitto. Nello specifico il perito stabilì all’epoca che Rosario Floramo era affetto, nell’attimo in cui ha commesso l’efferato omicidio, di «delirio paranoide di persecuzione». Il procedimento approdato in Appello e poi in Cassazione, è stato definito ieri a Reggio. I familiari della vittima si sono costituiti parte civile con gli avv. Nino Favazzo e Carmelo Pirri. L’esito finale del processo è stato condizionato dalla perizia. Il grave fatto di sangue è avvenuto un anno fa, la notte fra il 6 e il 7 ottobre, quando Rosario Floramo, dopo avere sparato con un fucile a canne mozze detenuto illegalmente al giovane calciatore seduto con amici di fronte ad un circolo sportivo di via Italo Balbo, è fuggito a bordo della sua Peugeot 205. Più tardi, raggiunto il Commissariato di polizia di Barcellona, si è costituito raccontando una storia inverosimile e sostenendo di essere stato deriso e perseguitato. (l.o.)