MESSINA, IL COMUNICATO DI CUB E ORSA – VERTENZA CANTIERI PALUMBO: Dodicesimo licenziamento a orologeria

30 marzo 2012 Commenti e appelli

Se non si trattasse del futuro delle famiglie dei lavoratori, la consumata tattica utilizzata dall’azienda Palumbo per decimare la forza lavoro locale, farebbe sorridere per prevedibilità e scarsa considerazione verso l’intelligenza delle controparti. In un nostro comunicato, diramato appena lo scorso 26 marzo, denunciavamo l’indecorosa pretattica posta in essere dall’azienda che anche in questo caso ha ricalcato il solito cliché: comunicato stampa preconfezionato, dove si declama la grande capacità imprenditoriale della Palumbo costretta a subire l’ingratitudine del territorio messinese che penalizza l’azienda e la costringe a far lavorare un manipolo di fannulloni che trascorrono le loro giornate a studiare come far chiudere il cantiere… Nonostante le due ore di sciopero dichiarate dai lavoratori che sulla scorta delle tante disavventure sapevano bene che il comunicato aziendale era solo il prologo dell’ennesimo dramma, oggi è arrivato il dodicesimo licenziamento, un altro lavoratore a tempo indeterminato, uno di quelli che la Palumbo usa individuare come “mele marce” da cui liberarsi con ogni mezzo. Certo, adesso gli “opinionisti” messinesi consumeranno fiumi di inchiostro per analizzare i motivi del licenziamento e spartire le colpe fra i concittadini che hanno il torto di lavorare in quel cantiere, ma i fatti raccontano che dodici maestranze specializzate, mai sanzionate con la precedente gestione del cantiere, oltre ad aver perso il lavoro si trovano costretti a difendersi da accuse infamanti e anche nei casi in cui il Giudice del Lavoro ha ordinato il reintegro degli operai, ingiustamente licenziati, la Palumbo non ha permesso il loro rientro. A questo punto non si tratta più di una controversia fra azienda, lavoratori e sindacati, è una questione di dignità cittadina, bisogna sancire il principio per cui chi viene a cercare profitto nel nostro territorio deve imparare a rispettare Messina e i lavoratori messinesi. Non è più accettabile che un’azienda in conclamata violazione del contratto di concessione che prevede l’assunzione di 220 lavoratori (in cantiere ne lavorano poco meno di 40), continui a licenziare le maestranze locali per sostituirle con ditte oriunde in subappalto, Autorità Portuale e Ente Porto hanno sottoscritto il Contratto di concessione di un patrimonio PUBBLICO, ed hanno il dovere ISTITUZIONALE di farne rispettare il Capitolato per il prioritario interesse del territorio. Il silenzio delle istituzioni messinesi non fa altro che alimentare il sospetto di un latente timore reverenziale nei confronti dell’imprenditore partenopeo che da quando è sbarcato nello Stretto non fa altro che alimentare il conflitto per raggiungere secondi fini. Di fronte all’ennesima provocazione non saranno OrSA e CUB, né i lavoratori a fare il passo indietro, fallito il tentativo di concertazione che la Palumbo ha dimostrato di non gradire, comincia una stagione di proteste che saranno comunicate per tempo alla città. ENZO BERTUCCELLI (CUB) E MARIANO MASSARO (ORSA)