SEQUESTRO DIA MESSINA: CON APPOGGIO CLAN I FRATELLI LAMONICA VINCEVANO APPALTI

30 marzo 2012 Cronaca di Messina

I due imprenditori Antonino e Tindaro Lamonica, ai quali la Dia ha sequestrato beni per un valore di 30 milioni, avevano vinto appalti pubblici importanti in attività cantieristiche come la realizzazione dell’autostrada A20 Messina-Palermo oppure i lavori di metanizzazione di alcuni Comuni del messinese grazie alle loro amicizie con importanti esponenti di Cosa Nostra palermitana e con i clan della zona dei Nebrodi. Le loro imprese hanno anche operato nella realizzazione di parchi eolici sia in Sicilia che in altre regioni. Le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e i risultati degli accertamenti finanziari svolti dagli investigatori hanno consentito di ricostruire l’ascesa imprenditoriale ‘anomala’ dei due imprenditori che fatturavano oltre 2 milioni di euro l’anno. Tindaro Lamonica è attualmente consigliere comunale di minoranza del Comune di Caronia, mentre il fratello Antonino è stato recentemente arrestato in flagranza per reati ambientali dopo essere stato gia’ condannato in primo grado a 4 anni e sei mesi per mafia nel processo nato dall’operazione ‘Barbarossa’ nel 1999. Successivamente è stato imputato nel processo nato dall’operazione San Lorenzo che coinvolgeva personaggi di assoluto rilievo criminale, come Salvatore e Sandro Lo Piccolo di Palermo e nell’operazione antimafia ‘Montagna’. Il sequestro ha riguardato i capitali sociali e i beni di 5 società, tutte operanti nell’edilizia, con un impianto di produzione di calcestruzzo e pietrisco. Si tratta della “Co.Ge.Gam srl”, della “Eco Serv srl”, della “Lamonica Giuseppe e figli”, tutte con sede a Caronia e la “Sap-Societa’ appalti Petrani srl” con sede a Cagli. Sigilli anche a 13 appartamenti, alcuni di pregio, 2 terreni di notevole estensione a Caronia e 50 veicoli tra auto di grossa cilindrata, macchine operatrici, autocarri e betoniere. Inoltre sono stati sequestrati anche numerosi rapporti bancari e polizze vita. Incrociando i dati è stato possibile ricostruire l’anomala ascesa imprenditoriale dei fratelli La Monica da tempo a capo di un gruppo consolidato con interessi anche extra regionali ed un fatturato di oltre 2 milioni di euro all’anno. A favorirli, secondo la Procura, la vicinanza con la famiglia mafiosa di Mistretta, cosa che avrebbe consentito ai due imprenditori, ritenuti comunque non organici all’associazione mafiosa, di ottenere subappalti di importanti opere come l’autostrada Messina-Catania o la metanizzazione di alcuni Comuni dei Nebrodi. In passato i fratelli La Monica sono stati coinvolti nelle operazioni “Barbarossa” del 1999, (nel cui ambito Antonino La Monica è stato condannato, in primo grado, a 4 anni e 6 mesi) “San Lorenzo”, della Procura di Palermo del 1999 (dove sono stati assolti) e “Montagna” del 2007 (anche in questa sono stati assolti).