MESSINA: Il mare non ha ancora restituito i due corpi. La figlia del 75enne, incinta, era giunta dalla Germania per fare una sorpresa al padre per Pasqua

31 marzo 2012 Cronaca di Messina

Non è bastata neanche la seconda giornata di ricerche. Stamane alle prime luci del giorno si riprende. E se giovedì si trattava di un’attività di soccorso, già ieri le speranze si sono via via assottigliate. Adesso, purtroppo, si cercano corpi senza vita. Quelli dei due sfortunati pescatori di Piano Torre che mercoledì mattina, da Rodia, si sono avventurati in mare senza più tornare. Ma avventurarsi forse è una parola grossa, visto che non si sono spinti oltre i 300 metri dalla costa: a questa distanza, davanti all’abitato di San Saba, è riaffiorata tragicamente la prua della loro lancetta. Eppure Nicola Irrera (e non Pirrella come erroneamente pubblicato ieri) di 61 anni, e Nicolò Bonarrigo di 75, erano uomini di mare, non certo novellini. E nessuno in paese riesce a spiegarsi cosa sia realmente accaduto. Le operazioni di ricerca, si accennava, sono state potenziate: attività coordinate ieri dal capitano di corvetta Michele Messina, della Capitaneria di porto Milazzo. Ricerche non solo via mare, ma anche da terra e dal cielo: un Atr ha sorvolato per ore la zona fra Caporasocolmo e Capo Peloro, fino a spingersi sopra lo Stretto. In mare vengono utilizzati i gommoni, capaci di spingersi fino a riva e fra gli scogli per controlli più ravvicinati. Ieri in acqua si sono tuffati i sub, che hanno lavorato sodo fino a quando la luce del giorno lo ha consentito: hanno passato al setaccio i fondali – come spiega il comandante Messina – che per le caratteristiche che presentano potrebbero fornire qualche elemento identificativo dei due dispersi. In serata, quando le operazioni di pattugliamento sono state sospese, sui volti dei parenti dei due pescatori, rimasti per ore sulla riva in attesa, è comparsa la piega dello sconforto. Accanto a loro, tanti amici desiderosi di una qualche notizia, che però non è arrivata. E il destino, spesso, si rivela beffardo. Tira brutti scherzi, come nel caso del pensionato Bonarrigo, padre di quattro figli (tutti residenti all’estero), il quale proprio a vigilia di Pasqua avrebbe dovuto ricevere una magnifica sorpresa: l’improvvisata di uno dei quattro, ovvero l’unica figlia femmina, che vive in Germania. La donna, in stato interessante, è giunta qualche ora fa in Sicilia all’insaputa del padre. Gli avrebbe voluto comunicare la lieta notizia di persona. E invece la sorpresa, altroché amara, l’ha ricevuta lei. Dalla Germania stanno arrivando adesso altri due fratelli, Salvatore e Antonio; mentre da Miami è partito il quarto figlio, Giovanni, che in Florida lavora come cuoco. Pure papà Nicolò ha lavorato per tanti anni all’estero, proprio in Germania come tre dei suoi figli. Ieri a Piano Torre è arrivata pure una sua nipote, da Enna, la signora Filippa Lineri che ha parlato dello zio come di una persona meravigliosa. Due brave persone, sia Bonarrigo che Irrera, con una vita alle spalle interamente dedicata alla famiglia. Irrera un ex ferroviere, tre figli, due maschi e una femmina, il più piccolo ha 19 anni. Anche lui come l’amico Nicolò era cresciuto qui a Piano Torre. Entrambi erano conosciuti da tutti, come è normale che avvenga in piccole comunità come questa. Irrera, negli ultimi anni, ha vissuto a Messina, nella zona dell’Annunziata, ma chi lo ha conosciuto bene sa che non c’era giorno in cui non venisse a Piano Torre, il suo mondo. Qui ci abitava il padre, scomparso anni fa, e ancor oggi vive un suo fratello. «Veniva ogni giorno – racconta il rag. Mario Biancuzzo, consigliere della Sesta circoscrizione, amico di entrambi i dispersi – perché qui ci sono tutti gli amici, con cui intrattenersi e di tanto in tanto si usciva in barca, la pesca era un hobby sia per Nicola che per Nicolò. Non riusciamo ancora a credere come sia potuto succedere proprio a loro. La notizia ci ha rattristati tutti, la comunità è profondamente dispiaciuta». Secondo alcune prime indicazioni sulle modalità dell’affondamento, pare che la lancetta sulla quale viaggiavano i due avrebbe imbarcato acqua da poppa; e infatti è stata trovata semi sommersa in posizione perpendicolare con la prua a pelo d’acqua. TITO CAVALERI – GDS