MESSINA: Finisce ai domiciliari la maestra violenta della scuola Luigi Boer

1 aprile 2012 Cronaca di Messina

La Procura vince la sua battaglia. Almeno fino ad oggi. Perché la tanto chiacchierata vicenda della maestra violenta della scuola “Luigi Boer” fa segnare un risultato a favore della pubblica accusa. Letterina Audino, 62 anni, originaria di Lipari, è ristretta agli arresti domiciliari. Venerdì pomeriggio, gli agenti della Squadra mobile hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Giovanni De Marco, che ha accolto la richiesta del magistrato Camillo Falvo. Alla donna vengono contestati alcuni episodi di maltrattamento in classe ai danni di piccoli alunni. Si aggrava, quindi, la posizione dell’insegnante, inizialmente allontanata dall’istituto di via Palermo, dove prestava servizio, e nei giorni scorsi sospesa dal ministero dell’Istruzione fino alla definizione del procedimento giudiziario. L’insegnante era stata “messa ai box” per due mesi, nel dicembre scorso, a seguito di un’indagine scattata dopo le denunce presentate dai genitori di alcuni bambini. La polizia, grazie a una telecamera nascosta, aveva ripreso Letterina Audino, documentando la corrispondenza al vero delle denunce dei genitori. Sempre a dicembre, il sostituto procuratore Camillo Falvo aveva chiesto una misura più grave per la docente, gli arresti domiciliari, ma il gip De Marco applicò la cosiddetta misura interdittiva della sospensione dalle funzioni. La sessantaduenne, difesa dagli avvocati Aldo Ferraro e Manuela Antonuccio, è accusata di maltrattamenti verso fanciulli, reato previsto dall’art. 572 del Codice penale: li avrebbe minacciati «con una bacchetta chiodata, insultandoli con epiteti quali “pecorone, deficiente, mongolo, handicappato, cretino”», e avrebbe tenuto «atteggiamenti aggressivi e violenti quali prenderli a sberle in volto e sulla testa, tirarli per le orecchie e per i capelli, strattonarli e sbatterli ai banchi o al muro, colpirli in faccia con i quaderni». Cagionando, così, «sofferenze fisiche e morali, tali da render loro la vita scolastica impossibile». I fatti sarebbero iniziati nel 2010, per poi concludersi il 18 novembre 2011. Secondo la ricostruzione effettuata dal pool di investigatori della polizia, coordinato dal funzionario della Squadra mobile, Rosalba Stramandino, i maltrattamenti furono posti in essere sin dalla prima elementare. L’esposto di un gruppo di genitori, allarmati a causa di alcuni racconti dei bambini, presentato ad aprile del 2011, fece scattare l’inchiesta del pm Falvo. I piccoli, tutti di 7 anni, vennero ascoltati da inquirenti e assistenti sociali. Poi il magistrato fece collocare dalla polizia due telecamere nascoste all’interno della classe. E i fotogrammi immortalarono i comportamenti violenti della maestra (che, davanti al gip De Marco negò gli addebiti). Fu ripreso ciò che avveniva nei pressi della cattedra e delle prime due file dei banchi. Sul caso si era pronunciato anche il Tribunale del Riesame sul profilo delle esigenze cautelari, accogliendo l’appello proposto dal sostituto Camillo Falvo contro l’ordinanza del gip De Marco, che si limitava a sospendere dalle funzioni l’insegnante per due mesi invece di mandarla ai domiciliari, dove, invece, si trova attualmente. Riccardo D’Andrea – Gds