TAORMINA: Ospedale, mensa della vergogna. Niente pasti all'esterno, il servizio continua per i degenti. Aspre polemiche

1 aprile 2012 Cronaca di Messina

TAORMINA – Blitz dei carabinieri del Nas all’ospedale San Vincenzo e parziale stop alla mensa del presidio di contrada Sirina. I controlli sono scattati avant’ieri. I carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità di Catania, in collaborazione con i militari della Compagnia di Taormina, hanno effettuato una serie di controlli a sorpresa nei locali della mensa del “San Vincenzo”, ispezionando cucine, magazzini, depositi e macchinari. Al termine dell’azione di verifica intrapresa in tale contesto, i carabinieri hanno disposto la sospensione della produzione e della somministrazione dei pasti al pubblico, procedendo al sequestro di prodotti alimentari di vario genere ed elevando sanzioni amministrative per complessivi circa 3 mila euro. I militari del Nas di Catania e i carabinieri di Taormina, sovrintesi dal capitano Gianpaolo Greco, hanno riscontrato «gravi carenze di tipo igienico sanitario». I Nas hanno rilevato, tra l’altro, che alcune derrate alimentari erano scadute di validità e che era presente sporcizia diffusa su varie superfici. Nella circostanza, inoltre, i carabinieri hanno denunciato, in stato di libertà, il responsabile legale della ditta che si occupa della produzione e somministrazione dei pasti nel nosocomio taorminese per violazione normativa sicurezza sul lavoro. Il provvedimento disposto vieterà quindi, almeno per i prossimi 15 giorni, la somministrazione di pasti all’esterno mentre per i degenti il servizio resterà aperto, ed ovviamente dovranno ora essere rimosse subito le criticità emerse.
Nei prossimi giorni i Nas torneranno al “San Vincenzo” per verificare se le carenze trovate saranno state sanate e se questa condizione non si sarà concretizzata a quel punto si procederà alla sospensione definitiva e generale del servizio. Bufera, pertanto, sull’importante servizio di fornitura pasti del presidio ospedaliero taorminese. Il servizio mensa rientra, oltretutto, nel contesto di una gara pubblica che l’Asp ha indetto nei mesi scorsi per individuare una nuova ditta preposta alla gestione della fornitura pasti. Ma tale appalto per il quale le offerte erano state presentate in autunno si è poi arenato e l’azienda lo ha di fatto sospeso prima di procedere all’assegnazione. Anche in questo caso il problema sarebbe quello dei ribassi previsti nell’iter di aggiudicazione di tali gare e che poi determinano spesso il rischio di forniture non all’altezza dei parametri richiesti, come già avvenuto a più riprese per la mensa scolastica a Taormina. La situazione del “San Vincenzo” e le apprensioni sul futuro del nosocomio, nelle ore precedenti ai controlli dei Nas alla mensa, sono state al centro di una seduta di Consiglio comunale che giovedì sera aveva deliberato una mozione urgente da trasmettere agli altri centri dell’hinterland per chiedere che non ci siano tagli alle unità operative e che anzi alcuni reparti vengano ove possibile potenziati. Certamente le carenze accertate alla mensa dai carabinieri sembrano destinate a rientrare, di riflesso, nel dibattito sulla struttura, che ormai accoglie un’utenza non soltanto proveniente dai centri dell’hinterland ma anche da altre province siciliane ed anche da altre regioni dell’Italia meridionale. Non dovrebbero, insomma, verificarsi disservizi del genere in un presidio che si è distinto sino a diventare un punto di riferimento nel sistema sanitario e assistenziale nella regione e nell’intero Sud. Le reazioni al blitz dell’Arma. «La chiusura della mensa dell’ospedale San Vincenzo di Taormina, disposta dai Nas per gravi carenze igienico sanitarie – dichiarano Clara Crocè, Calogero Emanuele e Giuseppe Calapai, segretari generali delle Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil – è l’ennesima conferma della pessima gestione della sanità messinese. La nostra provincia non può essere gestita da un commissario a “mezzo servizio” che è presente a Messina soltanto due volte a settimana, a causa del doppio incarico. Ricordiamo, infatti, che il dott. Poli , ricopre in contemporanea anche l’incarico di direttore generale dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania. Chiediamo all’assessore Massimo Russo – continuano Crocè, Emanuele e Calapai – l’immediata nomina di un direttore generale al di fuori dalle solite logiche politiche che possa seriamente occuparsi a tempo pieno della domanda e del bisogno di salute dei cittadini messinesi. Riteniamo che per il dott. Poli, che tanto ha dato in passato alla sanità messinese, sia arrivato il momento di riposarsi e di godersi la tanto meritata pensione. Fermo restando – concludono i tre sindacalisti – che abbiamo denunciato alle autorità competenti l’illegittimità del doppio incarico. Riteniamo che la nostra sanità non possa essere gestita da un commissario a mezzo servizio, la cui gestione fallimentare è ormai sotto gli occhi di tutti i cittadini messinesi». Emanuele Cammaroto – GDS