BARCELLONA P. G.: Il gruppo Bonina pronto a rilevare l'ex Carrefour. Programmata la riassunzione dei 103 dipendenti in cassa integrazione sino a luglio

3 aprile 2012 Cronaca di Messina

Si apre uno spiraglio per i 103 lavoratori ex Carrefour che a luglio eviterebbero così lo spettro della “mobilità” per la naturale cessazione della Cassa integrazione. Torna l’ipotesi di un impegno commerciale del “Gruppo Bonina” sotto le insegne dei “Mercati alimentari” per la riapertura del punto vendita ex Carrefour che fu di proprietà della società calabrese “G.d.m. – Grande distribuzione meridionale SpA” con sede legale a Milano. Alla Gdm di recente è stata revocata l’ammissione al concordato preventivo per “insolvibilità” e, disposta nelle more della decisione finale della sezione fallimentare del tribunale di Milano, “l’amministrazione controllata”. L’imprenditore Immacolato Bonina che sarebbe disponibile a riassumere tutti i 103 dipendenti, ha già formalizzato nei confronti della proprietà del Centro commerciale Milazzo la proposta di acquisizione del punto vendita e della relativa licenza commerciale attraverso la “cessione del ramo d’azienda” che fino alla crisi fu gestito dalla Gdm. Garantita la piena occupazione dei 103 dipendenti in Cassa integrazione fino al prossimo 6 luglio. Ma, secondo un piano razionale che consente di non lasciare nessun dipendente dell’ex Carrefour a casa con una parziale ridistribuzione in vari punti vendita del gruppo. La proposta avanzata dal patron del “Gruppo Bonina” prevede l’ipotesi di impiego nell’ex Carrefour, inserito com’è noto nel Centro commerciale “Milazzo” di Olivarella, per 40 unità. I restanti 63 dipendenti verrebbero reimpiegati invece in altri tre punti commerciali di prossima apertura: il primo un punto vendita a Villafranca che si sta realizzando in prossimità del lungomare e altri due nel capoluogo: a Messina Zir, nell’ex edificio del Gruppo Franza adibito a sede del Messina Calcio, il terzo in località Zafferia. Con questa operazione di reimpiego finalizzata alle nuove apertura, Bonina conta di dare un nuovo lavoro a tutti i vecchi dipendenti che dal prossimo 6 luglio potrebbero finire nelle liste della mobilità: in una parola il licenziamento. La proposta di subentro di Bonina con l’acquisizione del ramo d’azienda è stata avanzata alla società “Grande distribuzione Russo & C. Srl di Milazzo”, proprietaria del Centro commerciale “Milazzo” e titolare della licenza commerciale trasferita a suo tempo a Gdm. La proposta, se accolta, soddisferebbe in un periodo di crisi profonda per i consumi, le aspettative di i ben 103 famiglie in costante trepidazione per il loro futuro. Come spiegato dallo stesso imprenditore, che vuole aprire subito il confronto coi sindacati nel caso che l’offerta trovi verosimilmente accoglimento, si prevedono tempi relativamente brevi per il ravvio delle attività commerciali e di conseguenza occupazionali. La “cura Bonina” arriva dopo l’ennesimo “flop” delle precedenti proposte avanzate per l’acquisizione del ramo d’azienda. L’ultima in ordine di tempo era stata quella del consorzio “Conad Sicilia”, aderente alla “Lega coop”. In precedenza – secondo quanto si è appreso in ambienti della grande distribuzione – era stato l’imprenditore messinese Alessandro Panarello a mostrarsi interessato con due diverse articolazioni di proposta: prima in proprio e successivamente quale amministratore unico della società “Paff supermercati srl” che opera a Messina nella vendita al dettaglio. Nessuna delle due ipotesi prevedeva però il reimpiego di tutti i dipendenti ex Gdm. Bisognerà attendere subito dopo la Pasqua per conoscere se la lieta sorpresa annunciata, e confermata ieri alla “Gazzetta” dallo stesso imprenditore Immacolato Bonina avrà positivo riscontro, potendo subito dopo offrire garanzie produttive soprattutto in termini occupazionali. Lo spettro della Cassa integrazione per i 103 dipendenti ex Carrefour si manifestò nell’autunno del 2008 con una rotazione mensile di 60 dipendenti destinati ad intraprendere la triste esperienza degli ammortizzatori sociali per non restare senza un minimo di reddito garantito. Fu l’inizio della crisi dei consumi, ma anche la spietata legge della concorrenza che ha di fatto cannibalizzato la prima esperienza di grande distribuzione commerciale in un territorio presto interessato ad analoghe iniziative. Inizialmente la cassa integrazione prospettata dall’azienda doveva avere un tempo limitato per sei mesi, oltre a prevede una rotazione mensile per tutto il personale in servizio. Il piano industriale presentato dalla “Gdm” che prevedeva un programma di ristrutturazione dell’intera rete commerciale con iniziative che dovevano riportare l’Ipermercato a livelli ottimali, al punto da riassorbire nuovamente tutti i lavoratori toccati dal momentaneo provvedimento di espulsione dal ciclo produttivo, non ha funzionato. Il punto vendita di Milazzo della Gdm fu il primo segnale di tracollo per l’intero gruppo che sul terreno locale aveva già sperimentato positivamente un primo insediamento ad Archi di San Filippo del Mela e poi aveva portato avanti il tentativo, fallito, di insediarsi nel nascente “Parco commerciale” di contrada Siena di Barcellona. LEONARDO ORLANDO – GDS