MESSINA: Truffe on line, nuova condanna a sei mesi per il trader Fabio Salvato

4 aprile 2012 Cronaca di Messina

Una specchiera siciliana preziosissima, venduta ad un’asta, alla “modica” cifra di 67mila 155 euro. Ma Fabio Salvato, il trader arrestato, poi scarcerato, per ave truffato diversi clienti, lo aveva pagato soltanto 155 euro. Come? Falsando il cedolino del bonifico effettuato alla Banca Fineco. Il bonifico ammontava a 155 euro, appunto, ma quello trasmesso alla Art srl, la società che aveva battuto la specchiera, recava la cifra esatta, quella ben più consistente di oltre 67 mila euro, appunto. Nel frattempo, però, la specchiera era stata consegnata a Salvato, e mai più tornata alla società di Genova, che ha denunciato il trader. Per Salvato è arrivata quindi l’ennesima condanna: sei mesi (pena sospesa) e una multa da 600 euro, per truffa e falso. L’episodio risale al giugno 2007, mentre lo scorso lunedì sera il giudice monocratico Salvatore Venuto ha sentenziato, condannandolo inoltre al risarcimento del danno, da liquidare in sede civile. Salvato era difeso dall’avvocato Salvatore Stroscio, mentre la Art srl è stata assistita dall’avvocato Bonni Candido. da normanno.com

Una specchiera antica pagata con… 155 euro. Inflitti sei mesi a Salvato.
Nuovi guai giudiziari per il trader finanziario Fabio Salvato. Il giudice monocratico Salvatore Venuto gli ha inflitto sei mesi di reclusione e 600 euro di multa (pena sospesa) a conclusione di un processo dove era imputato di truffa e falso in scrittura privata. La vicenda è singolare. Secondo l’accusa Salvato, che è stato assistito dall’avvocato Salvatore Stroscio, avrebbe acquistato da un antiquario genovese, Guido Wannenes, titolare della “Art srl” e parte civile nel procedimento con l’assistenza dell’avvocato Bonaventura Candido, un’antica specchiera siciliana al prezzo di ben 67.155 euro. Solo che per ottenere la preziosa specchiera, avrebbe inviato un bonifico di pagamento della “Fineco” falso, in realtà di appena 155 euro e poi “modificato” ad arte nell’importo, in 67.155 euro. Il giudice Venuto ha condannato Salvato anche al risarcimento dei danni in sede civile in favore del titolare della “Art srl” Giudo Wannenes. Dal canto suo Salvato in questa vicenda ha sostenuto di aver in passato affidato “in conto vendita” oggetti e mobili preziosi all’antiquario. La vicenda giudiziaria che vede la centro il trader finanziario è molto complessa. Nel 2008 l’uomo venne giudicato e condannato in abbreviato dal gup Genovese per la vicenda del “trading on line”, l’intermediazione finanziaria anche attraverso la rete telematica, in cui c’erano in ballo ben 14 milioni di euro. Una somma che, stando all’accusa, si era volatilizzata nonostante le promesse di guadagni assicurate da Salvato ai suoi clienti. Salvato fu condannato a 2 anni di reclusione (pena sospesa), in relazione all’intermediazione finanziaria senza avere alcuna abilitazione e per la cessione di un quadro, mentre fu assolto con la formula «perché il fatto non sussiste» dall’ipotesi iniziale di truffa. Nel gennaio scorso s’è aperto invece davanti ai giudici della seconda sezione penale presieduta da Mario Samperi uin altro processo per il trader finanziario e il suo factotum e autista Stefano Volpe, finiti nei guai dopo la nuova inchiesta sull’attività d’investimento del Salvato, liindagine “Ponzi” gestita dal pm Fabrizio Monaco e dalla Finanza, che culminò con l’arresto dei due nell’aprile del 2010. Parti offese in questo caso la curatela fallimentare rappresentata dall’avvocato Corrado Rizzo, e i commercianti di carne Di Pietro, rappresentati dall’avvocato Antonello Scordo.(n.a.)