Pentito: il fratello di Raffaele Lombardo picchiato perché non furono mantenute le promesse elettorali. Botte ad Angelo per vendetta. «La vittima si comportò da "maschio". Riconobbe gli aggressori ma non li denunziò»

4 aprile 2012 Mondo News

CATANIA – «Nel 2008 Orazio Santocono mi disse che avevano bastonato Angelo Lombardo perchè, dopo che erano stati “disturbati” per essere aiutati nelle elezioni Regionali stavano per venir meno alle promesse elettorali date in cambio, e che se si fosse ripetuta la mancanza di promessa avrebbero provveduto a bastonare anche Raffaele Lombardo». Lo ha affermato il pentito Eugenio Sturiale, confermando, parzialmente, davanti al giudice monocratico di Catania una deposizione già agli atti dell’inchiesta Iblis, su Cosa nostra, affari e politica. Il collaboratore, deponendo al processo per reato elettorale al governatore Raffaele Lombardo e a suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa, ha raccontato anche di un incontro avvenuto tra il febbraio e il marzo del 2008 tra lui e Orazio Buda, cugino del boss Orazio Privitera, e Zappalà autista di Lombardo seduti a un tavolo del bar di fronte alla segreteria di Lombardo. «Zappalà disse a Buda – ha ricostruito Sturiale – di portare i saluti a Orazio Privitera, che non si sarebbe dimenticato, lui e il presidente Lombardo, di tutti quelli che di erano prodigati nella campagna elettorale per l’elezione di Lombardo alla presidenza della Regione». «Suo cugino – ha aggiunto il pentito – si stava prodigando, smuovendo mari e monti, per fare eleggere presidente Lombardo». Sturiale ha detto che aveva appreso dell’esistenza in un garage di via del Plebiscito a Catania di buste di plastica piene di prodotti alimentari e di buoni carburanti da dividere, e le che le spese le pagava Privitera. Il collaboratore di giustizia ha anche anche riferito quanto appreso da Santo Cono, luogotenente del capomafia Aldo Ercolando, sull’episodio della presunte bastonate a Angelo Lombardo. «Mi disse: “ci rumpemu i conna” (gli abbiamo rotto le corna, ndr), lo abbiamo gonfiato e che era stato “maschio”, cioè si era comportato da uomo perchè non li aveva denunciati pur avendoli riconosciuti». L’episodio è stato al centro di accertamenti svolti da carabinieri del Ros che hanno accertato come Angelo Lombardo sia stato ricoverato nell’ospedale Cannizzaro di Catania nel reparto di terapia intensiva respiratoria dal 26 al 28 maggio del 2008, circa un mese dopo il voto per le Regionali. La diagnosi è stata di riacutizzazione di crisi ipertensiva arteriosa, che gli era stata già diagnostica il 23 febbraio del 2007, ma gli investigatori hanno scoperto che al deputato nazionale del Mpa era stata anche prescritta una radiografia alla spalla destra. Sulla vicenda ci sono state denunce incrociate tra un medico dell’ospedale e i vertici dell’azienda ospedaliera. I collegi di difesa hanno contestato a Sturiale che nei verbali degli interrogati resi alla Procura non ha fatto cenno all’incontro al bar con Buda e della promessa di promessa di “bastonare” anche per il governatore Raffaele Lombardo. «Eugenio Sturiale colloca la “bastonatura” a Angelo Lombardo in un primo interrogatorio all’estate del 2007, poi lo sposta in altra data», p precisa il collegio di difesa del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, sottolineando che «il verbale, non contenuto nel fascicolo del pm, è stato acquisito oggi dal Tribunale» su richiesta dei legali dei due imputati per reato elettorale.
«Nell’episodio del presunto appoggio elettorale – spiega l’avvocato Guido Ziccone – appreso dallo Sturiale nel corso del casuale colloquio, argomento mai preso in considerazione tra gli atti dell’accusa, ha destato stupore la circostanza che il collaborante lo abbia collocato temporalmente nel febbraio-marzo 2008, in periodo preelettorale arricchendolo peraltro di nuovi particolari. Nel corso della precedente dichiarazione, contenuta nel verbale illustrativo dei primi mesi del 2010 – sottolinea il legale – aveva fatto risalire l’episodio all’estate del 2007. Il verbale, non contenuto nel fascicolo del Pm è stato acquisito stamattina(ieri; ndr) dal Tribunale su richiesta della difesa – conclude l’avvocato Ziccone – ai fini dell’attendibilità del collaborante, ritenuto dai difensori personaggio di assai scarsa rilevanza probatoria». I pubblici ministeri in aula, i procuratori aggiunti Michelangelo Patanè e Carmelo Zuccaro, non hanno formulato alcuna richiesta in merito ai rilievi formulati dal Gip Barone, che ha disposto l’imputazione coatta dei Lombardo per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio aggravato. I due procedimenti percorreranno strade parallele con capi d’imputazione diversi. Il processo è stato aggiornato al prossimo 27 aprile con l’audizione di un sottufficiale dei carabinieri del Ros e del collaboratore di giustizia Cataldo D’Aquino.(a.a.)