Mazzarrà Sant'Andrea (MESSINA): Discarica, a giudizio Innocenti e Giambò. L'accusa: emissioni pericolose di gas e interruzione del servizio di raccolta

5 aprile 2012 Cronaca di Messina

«La discarica di Mazzarrà diffonde miasmi molesti a causa dei rifiuti non trattati e del biogas contenente idrocarburi metanici che non viene adeguatamente captato creando danni soprattutto alla popolazione residente di Furnari». Sono queste le conclusioni di una inchiesta giudiziaria coordinata dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto che ha monitorato l’impianto nell’agosto del 2009 e fino al 16 novembre dello stesso anno. Il sostituto procuratore Giorgio Nicola, titolare di più di una indagine sulla gestione dell’invaso di Mazzarrà, ha emesso il decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti dell’amministratore delegato della società mista TirrenoAmbiente, Giuseppino Innocenti, 59 anni, originario di Borgo Vercelli, e dell’ex presidente della stessa società, l’ex sindaco di Mazzarrà, Sebastiano “Nello” Giambò, 64 anni, condannato la scorsa settimana a 14 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e per questo già arrestato. Innocenti e Giambò dovranno comparire in Tribunale per essere processati nell’udienza del prossimo 17 luglio, perché entrambi accusati di getto pericoloso di gas e di interruzione di servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti solidi urbani nell’agosto del 2009. Secondo la contestazione mossa ai due indagati dal magistrato inquirente, così come previsto nell’art. 674 del Codice penale, Giuseppino Innocenti, nella qualità di amministratore delegato della società che gestisce la discarica e Nello Giambò, quale presidente dell’epoca della TirrenoAmbiente, pur in presenza – scrive il magistrato – «di autorizzazione integrata ambientale, per colpa consistente in imprudenza, negligenza e imperizia omettevano di predisporre o far predisporre sufficienti strumenti per la captazione del biogas prodotto dai rifiuti in putrefazione, effettuando un insufficiente trattamento dei rifiuti solidi biodegradabili, sottoposti a semplice trituratura e così non evitando l’emissione di gas, nella specie – scrive la Procura della Repubblica nella contestazione mossa agli imputati – idrocarburi metanici e non metanici, atti a molestare la popolazione del Comune di Furnari». Gli episodi che la Procura contesta all’amministratore delegato della TirrenoAmbiente e all’ex presidente della stessa, sarebbero stati commessi fino al 16 novembre 2009. Una seconda contestazione, in concorso, è stata mossa ai due indagati ed è quella relativa all’interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità, così come previsto dall’art. 331 del Codice penale. Innocenti e Giambò, nelle rispettive qualità di amministratori e dirigenti della società mista proprietaria e gestore dell’unica discarica della provincia di Messina, «interrompevano il servizio – come si legge nel capo d’imputazione – di raccolta e conferimento dei rifiuti solidi urbani dal 6 agosto del 2009 al 7 agosto dello stesso anno». Su quest’ultima contestazione allo stato degli atti non si hanno ulteriori notizie, anche se si presuppone che l’interruzione del servizio possa essere stata causata da difficoltà tecniche provocate dal mancato pre – trattamento dei rifiuti che in discarica finiscono solo dopo essere stati triturati grazie ad una circolare dell’allora ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che ha derogato la legge che impone il trattamento preventivo e obbligatorio di selezione e bio-stabilizzazione per i rifiuti destinati alle discariche. Il decreto di citazione diretta a giudizio, con il quale il magistrato ha rinviato per il prossimo 17 luglio dinanzi al Tribunale di Barcellona i due indagati, indica quale parte danneggiata il Comune di Furnari nella persona del sindaco pro tempore in rappresentanza dei cittadini residenti. Secondo i residenti insopportabili miasmi sprigionati dalla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea li costringono a restare confinati nelle case, specie la sera e al mattino. Lo stesso Comune di Furnari di recente si è opposto a una richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura per l’inchiesta su ulteriori presunti reati ambientali imputati ai vertici della TirrenoAmbiente nella gestione della discarica dei rifiuti di Mazzarrà Sant’Andrea e in cui risultano indagati lo stesso amministratore delegato della società mista, Giuseppino “Pino” Innocenti, l’ex presidente del Cda Sebastiano “Nello” Giambò e l’ingegnere chimico Maria Elena Fierotti, 34 anni di Palermo, quest’ultima consulente della società. Sul futuro di questa seconda inchiesta per la quale era stato chiesto da carabinieri del Noe il sequestro dell’impianto, deciderà il gip nell’udienza del 14 maggio. Leonardo Orlando – GDS