MESSINA: Bimbo deceduto al Policlinico, ieri eseguito l'esame autoptico. Sarebbe stata riscontrata una sospetta perforazione al duodeno

5 aprile 2012 Cronaca di Messina

Ci vorranno 90 giorni per conoscere i risultati dell’autopsia sul piccolo Salvatore Rizzo, deceduto al Policlinico il 2 aprile scorso cinque minuti prima delle tre di notte. Secondo le prime risultanze dell’autopsia sarebbe stata riscontrata, come causa della morte, una sospetta perforazione del duodeno. E sono nove i medici che risultano indagati con l’ipotesi di omicidio colposo nell’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Alessia Giorgianni. Si tratta dei medici dell’ospedale Papardo e del Policlinico che si sono occupati del piccolo in varie fasi temporali. Un atto dovuto per eseguire l’autopsia: l’incarico è stato affidato ieri mattina nell’ufficio del magistrato ai medici legali reggini Antonino Trunfio e Aldo Quattrone. I carabinieri hanno già acquisito le cartelle cliniche e tutti gli atti relativi ai ricoveri del bambino. Il piccolo Salvatore, secondo una prima ricostruzione della vicenda, mercoledì scorso era stato trasportato al pronto soccorso del “Papardo”, per una crisi di vomito. Venerdì il bambino si era sentito di nuovo male e i genitori lo avevano portato al “Papardo”, dove domenica pomeriggio aveva accusato una nuova crisi di vomito. Questa volta i genitori avevano deciso di portarlo al pronto soccorso pediatrico del Policlinico. I medici avevano fatto appena in tempo a visitarlo perché, subito dopo, Salvatore era entrato in coma. I medici legali Trunfio e Quattrone hanno eseguito l’esame autoptico ieri pomeriggio nell’obitorio del Policlinico. C’era anche il prof. Giovanni Crisafulli, il consulente nominato dalla famiglia, che è assistita dagli avvocati Fortunato Panella e Ettore Cappuccio. Nella vicenda sono interessati altri consulenti di parte, nominati dal collegio di difesa, i medici Romina Gallizzi, Nino Bondì, Daniela Sapienza, Guglielmo Catalioto e Alessio Asmundo. Medici e consulenti si sono dati un nuovo appuntamento l’11 aprile all’ospedale Nesima-Garibaldi di Catania per effettuare altre analisi sui campioni istologici prelevati. Nutrito anche il collegio dei difensori, composto dagli avvocati Giuseppe Carrabba, Maristella Bossa, Letterio Arena, Alessandro Billè, Giorgio Italiano, Anna Scarcella, Alberto Gullino, Carmelo Starrantino, Franco Pustorino, Daniele Levanti, Giuliano Saitta e Nicola Giacobbe. Lungo e complesso il quesito formulato dal magistrato ai due periti per fare luce sul caso clinico: «… accertino in particolare quali fossero le condizioni del Rizzo all’atto del suo ricovero presso il reparto di pediatria dell’ospedale Papardo e nel corso dello stesso, e parimenti quali fossero le sue condizioni al momento delle sue dimissioni avvenute il 31 marzo. Accertino altresì le condizioni del Rizzo al momento del suo ricovero presso il Policlinico Universitario avvenuto il 1. aprile, e nel corso della sua degenza fino al momento dell’avvenuto decesso il 2 aprile alle ore 2,55». C’è poi il seguito: «… accertino quindi se l’evento morte è eziologicamente riconducibile ad una condotta commissiva/omissiva colposa, imprudente o imperita dei sanitari che hanno avuto in cura il bambino nel corso della sua degenza presso entrambe le strutture sanitarie stabilendo quindi a quale tra essi sia attribuibile». L’ultimo passaggio del quesito invece si occupa delle possibili concause: «… accertino infine l’assenza di ulteriori fattori eziologici che possano avere inciso sul determinismo dell’evento morte, e dunque fattori che operando contestualmente ad i ricoveri di Rizzo Salvatore ne abbiano cagionato la morte».(n.a.)