PORTO DI MESSINA: Il Terminal Crociere affidato a una cordata con dentro la "Msc"

5 aprile 2012 Cronaca di Messina

È stata aggiudicata ieri ad una cordata societaria di livello nazionale, in cui fa spicco l’impegno diretto della Msc, compagnia crocieristica tra le più importanti del mondo, e tra i maggiori utenti delle banchine messinesi, la gestione quinquennale del Terminal Crociere del nostro porto. L’associazione temporanea di imprese è composta anche da Marinvest, Stazioni Marittime e Sicilia Shipping. «L’Ati in questione – scrive l’Autorità portuale – ha ottenuto il massimo punteggio per l’offerta tecnica ed ha formulato un’offerta economica con un investimento di 180.000 euro. La scommessa è quella di consolidare le ottime performance registrate da Messina negli ultimi anni (oltre mezzo milione i crocieristi transitati nel 2011, su 257 navi) in un settore che continua a mostrare interessanti margini di crescita e possibilità di sviluppo per il territorio». L’offerta ha prevalso su quelle di una qualificata concorrenza sia nazionale che locale: dalla cordata che associava la grande compagnia crocieristica Royal Carribean ai terminalisti della Venezia Passeggeri a quella siciliana composta dalla Marina di Riposto e dal porto dell’Etna, fino alla consolidata Ati di Messina (Comet, Tirrenia, Poliservizi, Mediterranea Trekking, Sgm, Lisciotto, De Stefano Speciale, G.L. Engneering) che finora ha gestito il Terminal. Naturalmente – se ne parla da anni – per fare del boom del crocierismo a Messina, una reale risorsa economica ed occupazionale, occorrerà molto di più che una nuova valida gestione, verosilmente apportatrice di novità suggerite dalla presenza diretta di una compagnia. C’è bisogno di tutto: di nuove escursioni mirate e ben curate tra i tesori di Messina ma anche, tra cinque anni, di un nuovo Terminal con adeguate vetrine promozionali (come sognato invano per i Magazzini Generali). Ma probabilmente anche di una nuova viabilità e di spazi pedonali ampi dedicati ai crocieristi: a partire dal project già bandito per creare la “rambla” del viale San Martino basso, tra la via Tommaso Cannizzaro e il palazzo della Dogana.(a.t.)