MESSINA, CULTURA: I balconi della "bella vista" a casa Pascoli

6 aprile 2012 Culture

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FOTO ISOLINO

Sono queste le mura dove Giovanni Pascoli scrisse i suoi versi “messinesi”? È questo il balcone della bella vista, da cui ammirava estasiato le “gocce d’acqua” dello Stretto? Chissà, le probabilità sono parecchie, certo la certezza storiografica non l’abbiamo, ma ieri dopo mesi di ricerche siam potuti entrare nell’appartamento di palazzo Sturiale, a Largo Risorgimento, che potrebbe aver ospitato il grande poeta romagnolo durante una parte della sua permanenza in città, e questo è stato possibile grazie alla disponibilità dell’attuale proprietario, l’avvocato Salvatore Isaja, che ci ha aperto la porta del passato. Proprio l’avvocato Isaja ci ha raccontato ieri di una testimonianza orale del nonno, il quale ricordava convintamente la permanenza del Pascoli proprio nell’appartamento che abbiamo visitato. Sempre stando ai ricordi nel plesso c’era comunque un altro piano, che andò distrutto e demolito dopo il terremoto del 1908. In quei suoi cinque anni messinesi, dal 1898 a il 1903, Giovanni Pascoli insegnò Letteratura Latina nella nostra Università. In quel periodo riuscì finalmente a completare i “Poemetti” e i “Canti di Castelvecchio” e scrisse alcune tra le sue più celebri liriche come “L’aquilone”, e “Le ciaramelle”, si dedicò ai saggi danteschi. E oggi che cade il centenario della sua morte, avvenuta il 6 aprile del 1912, e in tutta Italia viene celebrata la sua memoria, in questo posto ormai disabitato e spoglio non rimane nulla del suo passaggio. Un’altra occasione perduta, in quella casa si potrebbe per esempio realizzare un museo permanente con fondi pubblici. E questa mattina alle 11,30 nell’ambito delle celebrazioni pascoliane il comitato “Salviamo casa Pascoli”, i cui fondatori sono i Piero Chillè e Josè Gambino, deporrà una corona di fiori alla base della targa in ricordo del poeta, che fu collocata nel 2008. NUCCIO ANSELMO – GDS