MESSINA: Boom delle truffe assicurative. Quasi 2 mila i falsi sinistri accertati nel 2011. Indagini della Procura

10 aprile 2012 Cronaca di Messina

Messina conquista una posizione di rilievo nella speciale classifica dedicata alla truffe assicurative. In base al report diffuso nei giorni scorsi dall’Isvap e relativo al 2011, Istituto che vigila sul settore, la città dello Stretto si piazza al secondo posto in Sicilia, dietro Catania, ma davanti a Palermo. Niente maglia nera, ma poco ci manca. Tocca quota 1.917 falsi sinistri, circa 300 in meno rispetto alla “capolista” (che ne fa registrare ben 2.212), ma stacca il capoluogo di Regione (1.110) e via via le altre città: Agrigento (498), Siracusa (426), Ragusa e Trapani (343), Caltanissetta (199) ed Enna (169). Complessivamente, la Sicilia si colloca al terzo posto nella graduatoria nazionale dei cosiddetti “sinistri connessi con reati”, raggiungendo quota 7.207. Medaglia d’argento, invece, alla Puglia (10.821), mentre la Campania consolida il primato con 25.789. Un campanello d’allarme con suono forte e continuo, considerato che i dati si riferiscono solo alle truffe scoperte. In ogni caso, si tratta di un business particolarmente fruttuoso e in continua crescita, alimentato, tra le altre cose, dagli attuali venti di crisi. L’industria delle frodi assicurative ha spiccato ormai il volo, riuscendo a incamerare somme da capogiro. Basti pensare che l’Istituto di vigilanza del settore assicurativo ha stimato, nel 2010, un mercato che vale 26 milioni 497 mila euro. Il fenomeno, alle nostre latitudini, è stato denunciato, tra gli altri, dal comandante della polizia stradale di Messina, Sergio Iannello. Nell’illustrare il bilancio del 2011 ha puntato l’indice contro il malcostume delle truffe alle compagnie attraverso la segnalazione di incidenti fittizi. La Polstrada, a tal proposito, ha avviato un’attività di indagine che ha portato alla denuncia a piede libero di ben 137 persone nell’anno trascorso. Sugli incidenti anomali e sui raggiri alle assicurazioni hanno indirizzato la lente anche le procure di Messina e Barcellona. Uno dei tronconi sugli indennizzi agli “infortunati immaginari” vede 75 persone indagate tra semplici automobilisti, passeggeri più o meno occasionali e carrozzieri. Dagli accertamenti del Nucleo operativo dei carabinieri ammonterebbero a 12 i milioni di euro di “premi” erogati. Il lavoro è tutt’altro che semplice, ragion per cui gli inquirenti hanno chiesto al gip una proroga di sei mesi per fare luce su aspetti ancora poco chiari. E che dire, poi, della famigerata operazione “Strike”, grazie alla quale vennero messe sott’inchiesta 159 persone (inizialmente furono 350 quelle coinvolte): avvocati, periti assicurativi, operai, artigiani, operatori bancari e medici, ritenuti membri di un’associazione a delinquere dedita alle truffe assicurative e implicati in una serie di “reati satellite”, in prevalenza il falso. Vasto, poi, il campionario dei raggiri e dei tentativi di truffe. C’è chi finge di farsi male in seguito a un banale tamponamento, accusando magari problemi a un ginocchio la cui operazione era stata programmata per tempo e sarebbe stata effettuata qualche giorno dopo il sinistro. O chi dice di accusare una forte depressione post-incidente, con quadro clinico del paziente che supportato da sedute e certificazioni mediche rilasciate senza sottoporsi a visite. Riccardo D’Andrea – GDS