MILAZZO: Undicenne picchiata dal branco. Pare che la spedizione punitiva sia stata organizzata da una tredicenne

11 aprile 2012 Cronaca di Messina

Ennesimo caso di bullismo nei confronti di un minore. Sarebbe avvenuto una settimana fa in pieno centro cittadino, ma i particolare della vicenda stanno venendo fuori solo ora con la solita abitudine del passaparola. Questi i fatti, dopo i tanti si dice e alcune ammissioni raccolte negli ambienti studenteschi. Una ragazzina di appena 11 anni sarebbe stata picchiata da una coetanea tredicenne senza apparentemente una ragione. Un fatto grave che potrebbe essere stato l’epilogo di qualche screzio o peggio qualche atteggiamento equivocato tra ragazzini divenuto, come purtroppo spesso accade, incontrollato. Una diatriba che sarebbe sorta all’interno di una scuola media cittadina durante la ricreazione. Come spesso accade tutto avrebbe avuto inizio per scherzo e poi forse l’ultimo commento poco gradito che avrebbe determinato la reazione della tredicenne che avrebbe deciso di imporre la sua “forza” nei confronti della più piccola. Che, si badi bene, potrebbe essere stata coinvolta a sua insaputa in una vicenda più grande di lei. Di certo è che alla base della decisione della studentessa più grande potrebbe esserci stata una assurda voglia di primeggiare, di far valere una sorta di legge del più forte. E così a distanza di qualche giorno sarebbe arrivata la lezione, ovviamente fuori dalle mura scolastiche. Secondo quanto si racconta, la vittima, che evidentemente mai pensava ad una sua ritorsione nei suoi confronti, stava passeggiando in marina Garibaldi assieme ad una amichetta. Era il tardo pomeriggio e ad un tratto sarebbe stata intercettata dalla tredicenne che si trovava assieme ad altri coetanei. Pare che proprio alcuni componenti del branco, come si usa dire oggi, avrebbero invitato la bambina, vittima designata, ad un chiarimento pare nella via Riccardo D’Amico, una stradina a due passi dal Duomo che collega la via Cumbo Borgia alla via Umberto I, poco frequentata anche perché in qualche punto scarsamente illuminata. Qui ci sarebbe stata l’aggressione interrotta sembrerebbe solo dal deciso intervento di un altro ragazzo che avrebbe indotto il branco a porre fine a quanto stava accadendo e ad allontanarsi. Lo stesso ragazzo avrebbe prestato i primi soccorsi alla ragazzina in evidente stato di choc. Successivamente sarebbero stati informati i genitori che l’hanno portata in ospedale per accertamenti e subito dopo avrebbero riferito l’accaduto alla Polizia. Massimo è comunque il riserbo sull’intera vicenda. I genitori della piccola aggredita si sono rivolti anche ad un legale per avere delucidazioni su da farsi per proteggere, anche legalmente la figlia. In questa fase, chi segue la vicenda preferisce mantenere il riserbo anche per rispetto della privacy della bimba e dei suoi familiari. Gli sviluppi sono tutt’ora in corso anche perché c’è sempre una minore da tutelare. Pare che i responsabili della scuola frequentata dalle protagoniste della vicenda siano state informate dell’accaduto, avvenuto però al di fuori del plesso. La notizia, diffusasi presto in città, ha sollevato nei più sconcerto e indignazione. Proprio ieri la Fidapa di Milazzo, un’associazione di servizio che riunisce tante donne, in prevalenza mamme, ha preso posizione su questa vicenda, comunicando di voler avviare una iniziativa con le scuole per porre fine ad episodi come questi. «Stigmatizziamo fortemente l’episodio – afferma la presidente del club service Graziella Cuzzupè – e desideriamo esprimere solidarietà a quella famiglia per quanto accaduto alla loro figlia. Insieme alle socie abbiamo deciso di attivarsi per avviare un progetto che d’intesa con i dirigenti scolastici possa affrontare il problema del bullismo e avviare una seria campagna di sensibilizzazione tra i giovani. Non è possibile che accadano queste cose tra adolescenti e che una semplice discussione a scuola si trasformi in un fatto così violento tale da mettere non solo a repentaglio l’incolumità di una bambina ma anche di provocarne un forte condizionamento psicologico». Giovanni Petrungaro – GDS