CATANZARO, IL PROCESSO: Why Not, il segretario generale della Cisl Calabria sentito sul banco dei testimoni

12 aprile 2012 Mondo News

CATANZARO – Soltanto il segretario generale della Cisl Calabria, Paolo Tramonti, unico dei sei testimoni citati per l’udienza, ha testimoniato ieri nel processo scaturito dall’inchiesta Why Not, avviata nel 2006 dall’allora sostituto procuratore della Repubblica Luigi De Magistris e poi, dopo l’avocazione, affidata alla Procura generale del capoluogo che l’ha portata a termine. Il sindacalista ha ripercorso in aula la vertenza dei lavoratori della società finita sotto i riflettori della Magistratura ed i normali rapporti sindacali che ci furono in quell’occasione con la Regione Calabria nel tentativo di venirne a capo. L’udienza si è conclusa subito dopo la testimonianza di Tramonti per la rinuncia a sentire gli altri cinque testi in calendario. I giudici del Tribunale in composizione collegiale (presidente Antonio Battaglia, a latere Adriana Pezzo e Giovanna Matroianni) hanno dunque rinviato all’udienza del 24 aprile per il prosieguo delle audizioni dei testimoni. Sul banco degli imputati siedono 27 persone, tra politici, imprenditori e professionisti, rinviati a giudizio il 3 marzo del 2010. Si tratta di: Caterina Merante, testimone chiave dell’inchiesta Why Not, chiamata a rispondere di una contravvenzione alle leggi in materia di lavoro, Aldo Curto, Marino Magarò, Gennaro Ditto, Francesco Morelli, Antonio Mazza, Rosario Caccuri Baffa, Giorgio Cevenini, Rosalia Marasco, Ennio Morrone, Cesare Carlo Romano, Rosario Calvano, Dionisio Gallo, Domenico Basile, Giancarlo Franzè, Antonio Gargano, Filomeno Pometti, Michelangelo Spataro, Michele Montagnese, Pasquale Citrigno, Pasquale Marafioti, Clara Magurno, Alfonso Esposito, Giuseppe Pascale, Ernesto Caselli, Nicola Adamo, Antonino Giuseppe Gatto.
L’inchiesta Why Not, che come spesso accade ha imboccato diverse strade secondo i vari rivoli procedurali, riguardava un presunto comitato d’affari che avrebbe illecitamente gestito finanziamenti destinati allo sviluppo della Calabria. Per una tranche dell’indagine, quella già passata al vaglio della Corte d’Appello, si attende adesso la fissazione dell’udienza in Cassazione; su un’altra invece, nella quale si ipotizza anche il reato di associazione per delinquere, il gup di Catanzaro si è espresso nei giorni scorsi rinviando a giudizio i sei indagati per i quali la Cassazione aveva annullato il proscioglimento sentenziato il 2 marzo del 2010 dallo stesso giudice per le udienze preliminare. A carico di quest’ultimi sei il processo avrà inizio il 6 luglio davanti al Tribunale di Catanzaro in composizione collegiale.(g.l.r.)