MESSINA, INDAGATI TRA GLI ALTRI L'EX PROCURATORE PINO SICILIANO E IL RESPONSABILE DELLA POLIZIA MUNICIPALE ALDO BRUZZANO. GLI ALTRI NOMI: FALSO E OCCULTAMENTO ATTI, INDAGINI CHIUSE. Sarebbero stati sottratti e distrutti documenti depositati a Palazzo Zanca per essere sostituiti con altri

GANZ

IL COMPLESSO RESIDENZIALE IN QUESTIONE – FOTO DA GAZZETTADELSUD

Ci sono allegati al progetto che spariscono dall’oggi al domani (per poi essere sostituiti con altri) e dichiarazioni false che nella relazione tecnica attestano la regolarità di determinate tavole allegate all’incartamento. E vi sarebbe stato chi avrebbe dovuto denunciare ed evidentemente non l’ha fatto. La Procura di Reggio Calabria ha chiuso il cerchio sull’iter di un progetto di realizzazione di un complesso residenziale nella riviera nord della città. Nove le persone destinatarie degli avvisi di conclusione indagine, fra cui l’ex procuratore aggiunto di Messina, Pino Siciliano (ecco perché l’inchiesta è gestita da Reggio). Il complesso residenziale in questione (lavori già avviati) dovrebbe sorgere a Ganzirri in via Lago Grande, accanto alla trattoria “La terrazza” (che nulla ha a che fare con l’inchiesta). Progetto che prevede un fabbricato a tre elevazioni fuori terra più un piano seminterrato destinato a residence alberghiero per complessivi 14 miniappartamenti di varie pezzature. Soppressione e occultamento di atti veri, falsità ideologica e omessa denuncia sono i reati contestati a vario titolo dalla Procura ai nove indagati. Nel mirino della magistratura oltre a Siciliano (72 anni) ci sono i messinesi Aldo Bruzzano (64 anni), responsabile della polizia ambientale della Polizia municipale; Manlio Minutoli (65 anni), capo area del coordinamento politica del territorio del Comune di Messina (ora in pensione); Antonino Martella (51 anni), direttore sezione tecnica dell’ufficio servizio istruttoria progetti; Francesco Marmino (49 anni), dirigente sezione tecnica; Rita Melita (41 anni), dipendente del settore di polizia ambientale della Polizia municipale; gli ingegneri messinesi Giuseppe e Ivan Palamara, di 48 e 37 anni; e l’imprenditore edile Giovanni Franchina (49 anni). Provvedimenti che sono stati notificati nelle ultime ore dagli agenti della Squadra Mobile di Messina, guidata dal dirigente Giuseppe Anzalone, il quale ha coordinato le indagini su fatti avvenuti nel 2006. Secondo quanto ipotizzato dal procuratore Giuseppe Pignatone e dal sostituto Beatrice Ronchi che siglano il provvedimento, Giuseppe e Ivan Palamara e Franchina avrebbero sottratto e distrutto alcuni allegati al progetto per la realizzazione del complesso residenziale, documenti che erano depositati presso l’ufficio comunale di Messina, per poi sostituirli con altri falsificati. Mentre a Minutoli, Martella, Marmino, Melita e Bruzzano e al giudice Siciliano viene contestato di aver attestato falsamente la regolarità delle tavole allegate al progetto depositate a Palazzo Zanca. In particolare, rileva l’accusa, omettevano di attestarne la riscontrata falsità; con il contributo causale e consapevole di Melita e Bruzzano e dello stesso Siciliano, quale istigatore, al tempo magistrato in servizio alla Procura di Messina. Infine, sempre a questi ultimi sei indagati, la Procura contesta di aver omesso di denunciare all’autorità giudiziaria un reato di cui avevano avuto notizia e, precisamente, l’avvenuta sottrazione e distruzione di alcuni allegati al progetto in questione, originariamente depositati nell’ufficio del Comune e la loro sostituzione con altri allegati falsificati. TITO CAVALERI – GDS

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Aldo Bruzzano (64 anni), responsabile della polizia ambientale della Polizia municipale

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L’ex procuratore aggiunto di Messina, Pino Siciliano