MESSINA, VERTENZA AICON: Operai in cassa integrazione ma nello stabilimento si lavora. Una nuova società impegnata nel rimessaggio delle barche in giacenza

14 aprile 2012 Cronaca di Messina

GIAMMORO – I lavoratori sono in cassa integrazione, l’azienda avviata verso il fallimento, ma i cancelli all’Aicon continuano a rimanere all’aperto. Maestranze e sindacati infatti hanno segnalato la presenza di operai all’interno dello stabilimento impegnati in attività di rimessaggio delle imbarcazioni. Una “anomalia” – come evidenziato dal sindacalista della Feneal – Uil, Giuseppe De Vardo che assieme al collega della Fillea-Cgil Biagio Oriti, si è rivolta al giudice del lavoro con un ricorso, presentato dall’avv. Carmelo Matafù di Messina per contestare il comportamento antisindacale ex art 28 dello Statuto dei lavoratori. «Dopo il disimpegno della “New Co. Aicon Marine srl” – spiega De Vardo – sulla scena è comparsa la “Aicon Italia Srl”, società amministrata da Antonia Calogero, cui la Aicon Yachts ha concesso in affitto due delle tre “Business Unit” di ramo d’azienda sino al 31 agosto del 2013 per l’importo complessivo di 210 mila euro. Tale società si sta avvalendo della collaborazione di dipendenti esterni per cercare di ultimare la produzione e di vendere soprattutto all’estero». Nel ricorso presentato dal legale e sottoscritto dai sindacati si contesta proprio l’affitto del ramo d’azienda senza la preventiva comunicazioni alle organizzazioni sindacali. E nei giorni scorsi il giudice del lavoro del Tribunale di Barcellona ha condannato le società Aicon Yacths e Aicon Italia al pagamento delle spese processuali nei confronti del sindacato, dichiarando nel contempo cessata anche la materia del contendere in quanto Aicon Italia avrebbe provveduto nel mese di febbraio ad inviare comunicazione ai sindacati. «Purtroppo permane una situazione di confusione – proseguono i sindacalisti – e tutto questo non giova ai lavoratori che invece sono preoccupati per il loro futuro visto che a dicembre andrà a scadere la cassa integrazione e difficilmente si potranno ottenere delle proroghe. Il rischio è la mobilità che è l’anticamera del licenziamento». In effetti i 330 lavoratori messi in cassa integrazione continuano a ricevere l’indennità ma chiedono ai sindacati di voler trovare una soluzione che possa salvare il posto di lavoro. Dopo l’incontro di fine anno con l’assessore regionale alle attività Produttive Marco Venturi e con il responsabile “task force” lavoro della Regione, Salvatore Cianciolo chiedono l’individuazione di nuovi partner industriali per evitare che anche questa realtà industriale, per anni speranza di una occupazione stabile, si trasformi nell’ennesima illusione. Venerdi prossimo infine al Tribunale di Barcellona dovranno presentarsi i creditori chirografari di Aicon Yachts Spa per l’esame e il voto del piano di concordato proposto dalla società di Giammoro. In precedenza il commissario giudiziale di Aicon Yachts Spa, l’avv. Domenico Cataldo, ha inviato a tutti i lavoratori della società una lettera con la quale si chiede di conoscere esattamente i crediti maturati da ogni dipendente per emolumenti non pagati e per Tfr non corrisposti. Infine si attende che i giudici del Tribunale di Barcellona, presidente Michele Galluccio, relatrice Assunta Cardamone, componente Danilo Maffa, sciolgano la riserva sulla richiesta di ammissione al concordato preventivo per la capogruppo “Aicon Spa”, la società di Giammoro quotata in Borsa e che riuscì ad incamerare ben 120 milioni di euro. Giovanni Petrungaro – GDS