L'INCHIESTA DELLA PROCURA DI NAPOLI SU VALTER LAVITOLA. ARRESTATI, TRA GLI ALTRI, IL 'MESSINESE' ROBERTO CRISTIANO (CORRISPONDENTE DA MESSINA DEL 'FANTOMATICO' QUOTIDIANO L'AVANTI) E L'ON. DE GREGORIO: 10 ARRESTI, 6 IN CARCERE E 4 AI DOMICILIARI. LA FOTO DELLA CONTESTAZIONE DEL 2004 DEL PACIFISTA ACCORINTI ALLA COPPIA CRISTIANO-DE GREGORIO…

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LA FOTO DI ENRICO DI GIACOMO: LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI CRISTIANO ‘UN PONTE PER LO STRETTO’. DA SX MAURIZIO BALLISTRERI, L’AD DELLA STRETTO PIETRO CIUCCI, ROBERTO CRISTIANO, L’ON. DE GREGORIO E L’ALLORA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE UMBERTO BONANNO.

ROMA – Due nuove ordinanze di custodia cautelare, su richiesta della Procura di Napoli sono state notificate oggi a Valter Lavitola 1, l’ex direttore dell’Avanti latitante in Sudamerica dal 14 ottobre 2011, rientrato stamattina in Italia per costituirsi. Entrambe le misure sono state eseguite in queste ore e riguardano due diversi filoni di indagine. Tutto parte dall’inchiesta originaria su appalti Finmeccanica, il colosso di Stato che tuttavia non compare negli atti di oggi (Lavitola era anche consulente di Finmeccanica). Il primo è relativo a un’ipotesi di corruzione internazionale per presunte tangenti a politici panamensi per la realizzazione di carceri e l’acquisizione di appalti (l’ordinanza notificata dalla Digos e dalla Polizia di Stato, oltre a Lavitola dispone il carcere per l’imprenditore Angelo Capriotti, Paolo Passalacqua, Claudio Fagiano ed Enzo Valori). Per ottenere illecitamente alcune commesse milionarie, Lavitola avrebbe ricompensato con “utilità e somme di denaro in contante” il presidente di Panama Ricardo Martinelli, destinatario anche di una valigetta con del denaro, il ministro della giustizia Roxana Mendez ed altri esponenti di Governo. Fra i regali anche vacanze di lusso. Il secondo provvedimento, notificato dalla Guardia di Finanza, riguarda l’appropriazione indebita di 20 milioni di euro di finanziamenti al quotidiano l’Avanti di cui Lavitola è stato direttore. La procura di Napoli che contesta i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, ha chiesto e ottenuto, con la custodia cautelare in carcere di Lavitola, gli arresti domiciliari per Santo Antonio Bifano, rappresentante legale della società Servizi soluzioni professionali, Cristiano Roberto, indicato come prestanome del senatore del Pdl Sergio De Gregorio, Patrizia Gazzulli, segretaria particolare del parlamentare, Vincenzo Ghionni, responsabile contabile della società International Press (per quest’ultimo misura è quella del carcere) e dello stesso senatore De Gregorio, per il quale è stata trasmessa alla giunta per le autorizzazione a procedere del S enato la misura per la quale vengono disposti gli arresti domiciliari. Secondo l’accusa, Lavitola “quale dominus e coamministratore di fatto della International Press”, De Gregorio “quale socio effettivo dal 1997 e coamministratore occulto” della stessa società ed altri dieci indagati hanno fatto risultare che l’editrice dell’Avanti, possedesse i requisiti di legge per ottenere i contributi previsti dalla legge per l’editoria: in tutto 23 milioni e 200mila euro ricevuti dal 1997 al 2009. In questo filone d’indagine sono coinvolti anche gli indagati Filippo Giovanni Marzocco e Antonino Lauro per i quali è stato disposto l’obbligo di firma. La sorella: “Voleva 5 milioni da Berlusconi per tacere”. Lavitola avrebbe avuto intenzione di chiedere 5 milioni di euro a Silvio Berlusconi. E se il leader del Pdl non avesse pagato, Lavitola “avrebbe avuto tutte le giustificazioni, anche morali, per dire tutto quello che sapeva su Berlusconi”. A dichiararlo ai pm di Napoli è Maria Lavitola, sorella del direttore dell’Avanti. La donna ha anche riferito che la moglie di Lavitola avrebbe svuotato le cassette di sicurezza presso una banca romana dopo che il marito aveva saputo in anticipo di un’imminente perquisizione. La donna si è presentata spontaneamente ai pm di Napoli il 17 febbraio scorso. “A dire la verità ho paura di mio fratello Valter che è molto manesco. Alcune volte mi ha picchiata. Inoltre è a conoscenza di quanto intendono fare gli inquirenti. Mi ha detto che in Tribunale ha qualcuno che lo aiuta e lo informa”, ha dichiarato. De Gregorio: “Mi difenderò”. “Mi difenderò con le unghie e con i denti”, ha detto De Gregorio – Non essendomi mai sottratto all’autorità giudiziaria non capisco quale necessità ci sia di questa misura cautelare”. Questa mattina l’aereo Alitalia proveniente da Buenos Aires con a bordo Lavitola è atterrato all’aeroporto di Fiumicino alle 6:41. Piumino blu smanicato, maglioncino bianco, jeans, scarpe da ginnastica, zainetto beige in spalla e con un piccolo trolley: così è apparso Lavitola appena sbarcato dal Boeing 777 dell’Alitalia atterrato a Fiumicino. di CARLO BONINI, CONCITA SANNINO e DARIO DEL PORTO – REPUBBLICA.IT

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L’ON. DE GREGORIO, PER CUI E’ STATO CHIESTO L’ARRESTO, E L’EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI MESSINA UMBERTO BONANNO, POI FINITO AGLI ARRESTI PER UN’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MESSINA.

DALLE AGENZIE
Sono dieci le ordinanze di custodia cautelare – sei in carcere e quattro ai domiciliari – disposte dal gip di Napoli nell’ambito della nuova inchiesta che ruota attorno a Valter Lavitola. Diciannove, in tutto, gli indagati. Gli arresti in carcere sono stati disposti per lo stesso Lavitola, Vincenzo Ghionni, Angelo Capriotti, Paolo Passalacqua, Claudio Fagiano e Enzo Valori. Arresti domiciliari invece per Roberto Cristiano, Santo Antonio Bifano, Patrizia Gazzulli e per il senatore Sergio De Gregorio. Sempre per quanto riguarda De Gregorio è stata sospesa l’esecuzione del provvedimento ed è stata trasmessa copia dell’ordinanza al Senato per l’autorizzazione all’arresto. Per altri due indagati – Filippo Giovanni Marzocco e Antonino Lauro – è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di presentarsi tutti i giorni alla polizia giudiziaria. Il Gip di Napoli – che ha anche disposto il sequestro preventivo dei beni del consorzio Svemark – ha invece detto no all’arresto di Marco Amatucci (per carenza di gravi indizi), di Alfonso Tramontano e Augusto Lino (entrambi per carenza di esigenze cautelari). Indagati sono inoltre Salvatore Galiero, Bruno Pelliccio, Giustina Carignani e Antonia Gagliardi.

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LA CLAMOROSA CONTESTAZIONE DELL’AMBIENTALISTA RENATO ACCORINTI DAVANTI AGLI SGUARDI SBALORDITI DI PIETRO CIUCCI, ROBERTO CRISTIANO E L’ON. DE GREGORIO. ACCORINTI GETTO’ DELLE MONETINE SUL TAVOLO PER SOTTOLINEARE IL CRIMINALE SPERPERO DI DENARO PUBBLICO PER IL PONTE SULLO STRETTO. FOTO: DI GIACOMO