MESSINA, PRESENTI NUZZI, INGROIA E GRASSO – Lotta alle mafie: crociata di legalità e cultura. Un dibattito di grande interesse e valore sociale a conclusione del Salone del Libro

16 aprile 2012 Culture

Tre libri per discutere e riflettere di criminalità organizzata nella convinzione che la lotta contro la mafia deve essere condotta da tutta la società civile. A sostenerlo sono stati ieri il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, il giornalista d’inchiesta Gianluigi Nuzzi protagonisti della sezione “Le mafie”, organizzata all’interno della seconda edizione del Salone del Libro, che si è concluso ieri, al Palacultura. Testimonianze importanti quelle di Nuzzi, Ingroia e Grasso, che hanno permesso di approfondire le nuove strategie in atto per combattere un fenomeno che dopo gli anni di diretto attacco allo Stato, culminato con le stragi del 1992, è tornato ad essere ben nascosto ma ramificato in tutto il Paese e non solo. Si è parlato infatti della presenza della ndrangheta nel nord Italia, fenomeno per anni quasi ignorato, a partire dal volume del giornalista Gianluigi Nuzzi, “Metastasi. Sangue, soldi e politica tra nord e sud. La nuova ‘ndrangheta nella confessione di un pentito” (Chiarelettere) scritto con Claudio Antonello, in cui a condurre il lettore nell’inferno della malavita organizzata al nord è il collaboratore di giustizia Giuseppe Di Bella che ricostruisce in presa diretta trent’anni di ‘ndrangheta inedita tra la Lombardia e la Calabria, capace di inserire la sua azione in una zona grigia e insinuarsi nelle forze politiche. Un’inchiesta sul campo per dare ai cittadini la possibilità di scegliere e accelerare i processi di cambiamento, nella convinzione che a questo serva il giornalismo investigativo, ma c’è ancora molto da fare e i numeri della lotta alla criminalità, secondo Nuzzi sono ancora perdenti, a causa di molteplici fattori. Ha invece parlato di numeri vincenti nella repressione del fenomeno il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, che ha presentato “Liberi Tutti. Lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia” (Sperling&Kupfer). «Ogni giorno otteniamo piccoli ma importanti risultati in una battaglia che va condotta principalmente nella confisca dei patrimoni mafiosi. Ma la repressione da sola non basta, in tanti anni di lotta alla criminalità mi sono reso conto che se si vuole innescare un vero cambiamento bisogna agire a più livelli e sulla società civile – ha affermato Grasso – per questo motivo ho deciso di rivolgermi ai giovani e spiegare loro che il fenomeno mafioso va combattuto soprattutto sotto l’aspetto culturale. La legalità è il baluardo che possiamo opporre ai soprusi, alla sopraffazione, alla prevaricazione, alla corruzione, di ogni tipologia». Imparzialità e rispetto dei valori invece le qualità imprescindibili per un buon magistrato, come ha sottolineato il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia autore del volume “Nel labirinto degli dèi. Storie di mafia e di antimafia” (Il Saggiatore) che dà voce a numerose storie tratte dalla sua esperienza giudiziaria che prosegue nel solco di quella portata avanti da grandi uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, esempi di buoni magistrati. «Tanti passi avanti sono stati fatti nella lotta alla mafia militare – ha detto Ingroia – tanti invece vanno fatti per combattere le collusioni con il mondo della politica e dell’economia». Nato nel 2011 da un’idea di Raffaele Lindia, è organizzato dall’associazione “Sa.li.me”, presieduta da Matilde Cannavò, il Salone si è contraddistinto quindi come momento di riflessione civile, oltre che come occasione di confronto per le case editrici siciliane e calabresi con il pubblico della città dello Stretto. Elisabetta Reale – GDS